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“La Spagna nel cuore”. Per la difesa della memoria

 

La morte che arriva dal cielo. Fu senz’altro la prima volta che si ricorse al terrorismo della guerra aerea per intimidire la popolazione civile, uccidendo, devastando le case e i luoghi di lavoro. Strategia militare pianificata e teorizzata, che collega la Spagna di 80 anni or sono alla Bosnia di 25 anni fa, alla Siria e all’Iraq di oggi. Fu lo scontro tra i fascismi che impestavano l’Europa e l’antifascismo internazionale, i progressisti globalizzati di allora. Di cui oggi ci spaventa lo smarrimento, di fronte alle Aleppo e alle Mosul che rispecchiano le Barcellona e le Guernica del 1937. L’imperativo categorico è dunque vivificare la memoria e combattere l’amnesia. I rigurgiti di certe nefandezze emergono dagli intestini gonfi di troppi uomini e donne d’oggi, purtroppo molti anche giovani: contemplano i muri dentro i quali, senza saperlo, sono prigionieri, pensando di esserne protetti.

A tutti coloro che non vogliono dimenticare e a coloro che vivono nell’ignoranza, l’Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti in Spagna (Aicvas), l’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (Anppia), la Delegazione  del Governo della Catalogna nel nostro Paese, il Centro Buonarroti, col patrocinio della Regione Lazio, hanno portato a Roma la mostra “Oggi in Spagna, domani in Italia”.

Una doppia esposizione, in realtà, allestita fino al 17 marzo tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30 presso la sala Nagasawa dell’ex Cartiera Latina, al numero 42 dell’Appia Antica, che dopo un tour che ha toccato quaranta città piccole e grandi di tutta la Penisola ha raggiunto la Capitale.

Una doppia esposizione perché comprende due mostre distinte: la prima, “La Spagna nel cuore”, è stata realizzata per l’Aicvas da Mauro Remondini e Ombretta Donati e racconta la partecipazione alla guerra civile spagnola degli oltre 50mila volontari antifascisti di 53 nazioni, tra cui almeno 5mila italiani della Colonna Carlo Rosselli e della Brigata Garibaldi, a testimonianza che la “brava gens italiaca” non fornì soltanto sciagurati aviatori che Mussolini inviò, a bordo di Savoia Marchetti 81, a fianco dei nazisti hitleriani su Junker 52 a bombardare la Repubblica del Fronte popolare, democraticamente eletta. La seconda mostra, “Catalogna bombardata”, in Italia grazie al Centro Buonarroti, riproduce la rassegna realizzata dal Memorial Democràtic della Generalitat de Catalunya, in occasione del 75° anniversario dei bombardamenti, appunto, degli aviatori italiani fascisti sulla popolazione civile catalana.

L’iniziativa, presentata oggi, lunedì 6 marzo 2017 presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati, rientra in tutta una serie di progetti – alcuni già realizzati, altri che stanno per vedere la luce – finalizzati alla difesa della memoria, per una concreta ricostruzione di una coscienza europea, contro il ricorso a strumenti distruttivi, in un momento difficile ma significativo della storia dell’Europa e non solo, flagellata dai populismi, dalle intolleranze, dagli egoismi.

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