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Blogger iraniano in gravi condizioni, in carcere gli negano le cure mediche

 

Hossein Ronaghi-Maleki, blogger e prigioniero di coscienza iraniano, è in gravi condizioni di salute. Secondo quando hanno denunciato i suoi familiari, tornato nel famigerato carcere di Evin nella capitale Teheran il 20 gennaio, Ronaghi-Maleki si è visto negare i medicinali per curare i suoi gravi problemi di salute legati a un’infezione ai reni.
“Rifiutano di trasferirlo in ospedale. Vogliono farlo morire lentamente”, dicono i familiari. Lo dicono chiedendo l’anonimato, dato che il padre di Ronaghi-Maleki, lo scorso luglio, ha trascorso quattro mesi in prigione per aver parlato con i mezzi d’informazione.

Hossein Ronaghi-Maleki, arrestato nel dicembre 2009 all’indomani della contestata rielezione di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica iraniana, sta scontando una condanna a 13 anni di carcere per le sue iniziative in difesa dei diritti umani e i contenuti dei suoi post, che nel codice penale iraniano si traducono in “propaganda contro il sistema” e “offesa alla Guida suprema”.

Aveva problemi ai reni già prima dell’arresto, ma le condizioni di salute sono peggiorate in carcere, soprattutto durante l’anno trascorso in cella d’isolamento, sottoposto a maltrattamenti e torture. Proprio per questi motivi, lo scorso giugno, Ronaghi-Maleki aveva ottenuto un permesso per motivi di salute. Durato sette mesi. Poi, nonostante il parere contrario dei medici, il 20 gennaio l’hanno riportato in carcere.

“Vogliono riportarmi in prigione nonostante stia molto male. Un gesto incomprensibile e illegale”, aveva scritto su Instagram il 10 gennaio. In Iran si rischia così un caso analogo a quello di Sattar Baheshti, un attivista e blogger morto in carcere nel 2012.

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