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Alla ricerca dell’ostaggio perduto

 
A partire da venerdì 28 novembre il sito di Articolo21 si arricchisce di “Silenzio assordante”, una nuova rubrica a cadenza settimanale a cura di Matteo Giulietti.
Il progetto nasce dall’intento di filtrare le “periferie del mondo” attraverso i temi della libertà di stampa ed espressione. Il percorso, vario ed eterogeneo, offrirà uno spaccato umano e sociale di realtà distanti e spesso dimenticate. L’obbiettivo è quello di dar voce a persone ridotte al silenzio, di ricordarne i diritti violati e cercare di inquadrarli nei rispettivi contesti storico-politici. “Silenzio assordante” si propone pertanto come un momento d’analisi lontano dalle luci dei grandi media nazionali, un angolo di lettura finalizzato a fornire spunti di riflessione su questioni altrimenti relegate nell’ombra. Si ricorda, per concludere, che chiunque abbia temi e argomenti da proporre potrà liberamente contattare autore e redazione ai seguenti indirizzi: Matteo4giulietti@gmail.com

Il buio è una delle paure più  ricorrenti dell’immaginario infantile. In ogni cameretta si nasconde un “mostro dell’armadio”, una figura quasi mitologica che si cela nell’ombra e nel silenzio. Soltanto la luce e le rassicurazioni di un “padre-paladino” potranno garantire al bambino una notte a lieto fine. Al giorno d’oggi, tuttavia, ci sono persone per le quali il “mostro dell’armadio” è divenuto l’unico soggetto a cui rivolgere un pensiero, professionisti e volontari inghiottiti nel silenzio del medio-oriente e ancora alla ricerca di luce e rassicurazioni.
Giovanni Lo Porto, Vanessa Marzullo, Greta Ramelli e Paolo dall’Oglio sono i quattro ostaggi italiani rimasti vittime di sequestri per opera di associazioni terroristiche. Storie diverse inserite in contesti e periodi altrettanto peculiari, ma accomunate tra da una serie di elementi ridondanti.

Ciascun rapimento è stato infatti accompagnato da roboanti esplosioni mediatiche: Emma Bonino prima e Federica Mogherini poi, hanno più volte ribadito la necessità  di approfondire le ricerche per cercare di ricondurre a casa gli ostaggi. I buoni propositi si sono tuttavia infranti sul diktat di “non negoziare con i terroristi”, imponendo al governo un cauto approccio nella gestione della diplomazia internazionale. In tutti i casi è infine disceso il silenzio, figlio illegittimo di una cronaca povera di contenuti, sempre aggrappata ai meri ricordi.

Sul palermitano Giovanni Lo Porto, scomparso il 19 dicembre del 2012 nel Punjab, a cavallo tra Pakistan e Afghanistan, non circolano notizie da mesi. La pagina Facebook “vogliamo Giovanni lo Porto libero”  e l’ormai conclusa campagna lanciata da change.org #vogliamogiovannilibero, rappresentano gli ultimi baluardi di tutti coloro che non hanno alcuna intenzione di rassegnarsi sulle condizioni dell’amico “Carlo” (soprannome ndr).
Vanessa Marzullo e Greta Ravelli sono vittime di “maggior attualità”: rapite ad Aleppo il 31 luglio 2014, sembrano essere al seguito di un commando armato di cui si è preferito conservare l’anonimato. Lontane dalla minaccia dello Stato Islamico, le giovani volontarie italiane combattono il silenzio con la forza della compagnia, aspettando con necessario ottimismo un tiepido bagliore per uscire dal buio.
L’agenzia Ansa del 16 agosto scriveva di “profonda preoccupazione” in merito alle condizione del gesuita Paolo dall’Oglio. Le voci provenienti da Raqqa, località dell’ultima apparizione (28 luglio 2013), lasciano ben sperare sulle condizioni di salute del religioso, ma non forniscono alcun dettaglio su status e intenzioni dei rapitori.
Lo sconforto di amici e familiari trae unico sostegno da qualche pillola di ottimismo quotidiano: la recente liberazione di Marco Vallisa, rapito quattro mesi prima in Libia e di Gianluca Salviato, sparito nel marzo 2014, devono rappresentare un’importante iniezione di fiducia e sostegno per il lavoro svolto dalla Farnesina e dalle autorità competenti.
Nel silenzio dell’attesa è necessario prendere spunto da ogni “padre-paladino” e rassicurare ogni persona che, alla fine del buio, ci sarà sempre una nuova luce.

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