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Una giornata per Chico

 

La lotta per Chico Forti è una lotta che si porta avanti con coraggio e con orgoglio. Noi Leonesse da tempo la definiamo “lotta della gente comune” infatti si è creato, intorno a lui, un numero elevato di sostenitori.  Questa moltitudine, tutti i giorni, ci aiuta a far sentire Chico Forti meno solo, partecipando al tam tam quotidiano, sui social network e seguendoci in giro per l’Italia agli eventi che organizziamo. L’idea di questa conferenza è stata fortemente voluta da noi Leonesse e nasce con lo scopo di lanciare un chiaro messaggio al nostro Governo,cercando di sensibilizzarlo, per far si che Chico possa ricevere finalmente la revisione del processo, e finalmente poter dimostrare al mondo intero, ma soprattutto ai suoi figli, la sua innocenza.

A day Chico Forti: una giornata interamente dedicata a Chico Forti.
Stop all’indifferenza è lo slogan che abbiamo lanciato. La giornata è stata emozionante ed intensa, il primo ad arrivare è stato Vincenzo Mollica, un uomo discreto e dolcissimo. Durante la conferenza,racconta di se definendosi un orso che solitamente non ama partecipare ad aventi mondani e conferenze di alcun tipo. Ma per Chico si, ha accolto il nostro invito ed ha concluso dicendo: “Ho preso questo impegno e vado via con una promessa: non ti abbandonero’ mai!” Arriva poi l’Ambasciatore Giulio Terzi, eravamo tutte emozionate e fiere di stringergli la mano. Un uomo che non si è mai tirato indietro, dimostrandoci sempre comprensione e rispetto e rispondendoci personalmente tutte le volte che gli abbiamo scritto. Ieri con la sua presenza ha dimostrato e confermato di esserci  per Chico,oltre che come carica istituzionale anche come uomo che non sopporta le ingiustizie. Ci ha raccontato del caso di un altro detenuto e delle angherie e torture che ha dovuto subire. Il suo messaggio ha toccato molti punti fino a paragonare il caso di Chico Forti a quello di Rubin Carter, un ex pugile accusato ingiustamente nel 1966 e di come Bob Dylan si sia battuto per lui, definendo il nostro amato Red Ronnie il Bob Dylan del caso Chico Forti. Ha inoltre evidenziato come si emozioni per la determinazione delle Leonesse e ha concluso con un “Ti vogliamo bene Chico”.

La testimonianza dell’amico di sempre di Chico, Francesco Guidetti è stata forte. Francesco ha partecipato al processo come testimone. Ci ha raccontato dettagli agghiaccianti, come per esempio la mancanza di rispetto, da parte della giuria, che mangiava popcorn e beveva coca-cola: piu’ di essere in un aula di tribunale sembrava di essere al cinema, ma per guardare un film drammatico. Il momento piu’ commovente è stato quello dell’ intervento dello zio di Chico, lo zio Gianni per tutti noi. Lo zio Gianni non è riuscito a trattenere le lacrime trascinando, l’intera platea, in un momento di altissima emozione. Che dire della Dr.ssa Roberta Bruzzone, amatissima da noi Leonesse, oltre che per la sua competenza, anche per le sue grandi doti umane. La sua è stata una vera e propria arringa, dove ha presentato il suo ultimo libro “Il grande abbaglio” che uscira’ in Italia a partire da metà ottobre e soprattutto saranno disponibili online tutti gli atti citati nel testo. Infine, ma non per importanza, sono stati letti due messaggi. Il primo del Prof. Ferdinando Imposimato, avvocato di Chico in Italia.

Il messaggio è stato letto da un amico di Chico, Alberto Tarsitani,il secondo, scritto dal nostro stimato Ministro degli Esteri,Emma Bonino, è stato letto da una delle Leonesse, Marta Stephan, il Ministro ha ribadito il suo indispensabile impegno nel caso,Marta ha avuto anche l’onore di lanciare  l’idea di Chico di realizzare dei braccialetti di silicone, di colore arancione, con la scritta Chico Forti Free, utili per la raccolta fondi.   Durante la conferenza sono stati proiettati dei video realizzati dalla nostra Viola Ledda. Il primo raccoglieva le testimonianze di tutti i personaggi televisivi, del mondo musicale e del giornalismo. Il secondo, invece,una toccante canzone scritta da Luca Merlini, amico della famiglia Forti.   Silvia Barbieri era posizionata al proiettore, la stessa Viola Ledda alle riprese, MonicaSella si è occupata della diretta streaming, Katia Sugherelli e Sabrina Licheri all’accoglienza. Etta Maggio e Chiara Giovenzana invece, dalle loro postazioni, si sono occupate di diffondere le notizie via twitter e facebbok. La collaborazione dei sostenitori è stata fantastica, ci hanno aiutate ad allestire la sala, posizionando gli striscioni, distribuendo le magliette da indossare, ed aiutandoci ad affiggere le foto dei tweet scritti da tutti i VIP e giornalisti, realizzando una piccola galleria fotografica ,una sorta di percorso del nostro movimento sui social network. A fine conferenza calata  la tensione e ci siamo  lasciate  andare ad abbracci e baci, fiere  ed orgogliose di aver fatto ancora una volta il nostro dovere.

Ringraziamenti: A Patrizia D’Orsi e Marco di Casa delle Culture, perchè ci hanno offerto il loro spazio, indispensabile per la realizzazione di questa conferenza, dimostrando grande sensibilità alla vicenda. A tutti i giornalisti presenti, perchè senza di voi, la notizia resterebbe ferma ai socila network.  A tg3web e Articolo 21, perchè ci date ampio spazio e soprattutto perchè avete creduto da subito nell’innocenza di Chico Forti. Ai sostenitori tutti, perchè sono la nostra forza, incoraggiandoci sempre e arrivando in nostro soccorso soprattutto quando siamo in difficoltà.

Ai relatori, perchè hanno accettato il nostro invito partecipando con sensibilità e competenza alla conferenza. Agli zii Gianni e Wilma, perchè hanno sposato questa durissima causa e, per quanto possa sembrarvi scontato, vi garantiamo invece che non è così.  Personalmente abbraccio con molto affetto e molta commozione, le mie amiche Leonesse con le quali trascorro la maggior parte del mio tempo. Abbiamo imparato a fare di tutto, cercando di mettere in risalto ciò che sappiamo fare meglio .Da cineoperatrici ad esperte di Blog, da grafiche a PR… Il nostro motto è: solo chi non si impegna non sbaglia! A Chico Forti, perchè ogni giorno ci segna cosa significa lottare per la propria dignità.

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