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Rapporto federalismo sanità. Cittadinanzattiva: federalismo ko, Regioni ‘fai da te’, differenze senza precedenti

 

“Un federalismo al capolinea, che ha impoverito il servizio sanitario pubblico a vantaggio del privato e stremato i cittadini, creando differenze territoriali senza precedenti”. Così Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva , riassume il quadro emerso dal Rapporto 2012 dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità, presentato questa mattina a Roma. L’Osservatorio, reso possibile grazie al contributo non condizionato di Bristol Myers Squibb e Pfizer, è stato attivato nel 2011 da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato al fine di approfondire il tema del federalismo sanitario mettendo insieme il punto di vista del cittadino come utente finale del servizio con l’insieme dei dati di natura istituzionale e tecnica. E la fotografia è quella di un federalismo che non funziona e di Regioni che di fatto si danno al ‘fai da te’ sanitario. Peraltro, osserva sempre Gaudioso “mentre la direttiva europea approvata dal 2011 stabilisce che i cittadini della Ue possono scegliere liberamente in quale stato curarsi, assistiamo nel nostro Paese a disparità di trattamento dei cittadini a seconda della regione di residenza e, addirittura, alla delibera con il cui il subcommissario campano alla sanità vieta di fatto ai propri residenti di curarsi fuori dal proprio territorio. Un tentativo anacronostico e anticostituzionale”. Il Rapporto quest’anno fa il punto su alcune aree tematiche: percorso materno-infantile, ma anche assistenza sanitaria ai figli di immigrati non in regola, procreazione medicalmente assistita, prevenzione e vaccini, rete oncologica, assistenza territoriale, assistenza farmaceutica e un focus sul livello di trasparenza delle Regioni.

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