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Emilia. Scandalo liberatorie, presentata interrogazione

 

Il caso delle liberatorie fatte firmare ai lavoratori emiliani per farli tornare a lavoro de-responsabilizzando le aziende da eventuali conseguenze dovute a nuove scosse ed eventuali crolli approda in Parlamneto con un’interrogazione al Ministro del lavoro

INTERROGAZIONE

On. le Boccuzzi – Al Ministro del Lavoro

Per sapere, premesso che:

È salito a 26 il bilancio delle vittime del sisma. Nel terremoto, hanno perso la vita sul posto di lavoro 18 lavoratori mettendo in evidenza una criticità nell’edilizia industriale che dovrà essere affrontata con urgenza;

Sono ormai 638 le scosse di terremoto registrate dal secondo sisma del 29 maggio, 13 delle quali superiori a magnitudo 4 e sette oltre magnitudo 5;
Sono 54 i comuni colpiti dal sisma:
12 in provincia di Reggio Emilia
19 in provincia di Modena
16 in provincia di Bologna
7 in provincia di Ferrara
Si tratta di territori abitati da 952.285 residenti (il 21,3% dell’intera regione);
La protezione civile ha una disponibilità complessiva di 15.754 posti e ad oggi già accoglie 12.180 persone, oltre 9.000 nei 35 campi allestiti, quasi tremila in scuole e palestre;
Sono oltre 1.500 i volontari della Protezione Civile impegnati a cui si aggiungono Vigili del Fuoco, Forze Armate, Forze dell’Ordine, Enti locali per un totale di oltre 4.500 uomini e donne al lavoro;

Ha colpito la solidarietà tra imprenditori e lavoratori, uniti dal desiderio e dall’esigenza di una pronta e veloce ripresa;
Ripartire, la parola d’ordine che unisce tutti in Emilia, in una terra che per tradizione si regge proprio sulle industrie;

Siamo venuti a conoscenza di una richiesta da parte di alcuni imprenditori della disponibilità ai lavoratori di recarsi al lavoro assumendosi ogni responsabilità in caso di nuove scosse. Chiedendo, ai dipendenti delle aziende nelle zone terremotate di firmare una liberatoria.
La CGIL della Regione Emilia ha reso pubblico il documento in oggetto, che così recitava: «Ciascun dipendente che ritiene opportuno continuare a svolgere la propria attività libera la proprietà da qualsiasi responsabilità pensale e civile».
Lo stesso sindacato si sta attivando con la Procura di Modena per impedire che tale situazione si possa prorogare.

Si chiede di conoscere quali iniziative urgenti intenda mettere in atto il Governo e il Ministero del Lavoro, con il servizio ispezione del lavoro, per far fronte all’azione illecita per violazione della Legge 300/1970, articoli 17, 18 comma 1 lett. h), 28 del D.Lgs n. 81/2008 e 2087 del codice civile di alcuni imprenditori emiliani che, come da documento che si allega, hanno preteso dai lavoratori la sottoscrizione di una liberatoria nei confronti del datore di lavoro per eventuali danni derivanti dalle scosse sismiche e dall’utilizzo di luoghi di lavoro nei quali l’imprenditore non ha effettuato la valutazione del rischio sismico, obbligatoria ai sensi degli artt. 17 e 28 del testo unico di sicurezza del lavoro D.Lgs n. 81/2008, né verificato con uno specialista le condizioni strutturali degli edifici dopo le scosse.

Roma, 6 giugno 2012

Antonio Boccuzzi e Giuseppe Giulietti

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