La polica ci considera cittadini o elettori? Questo il quesito che ieri pomeriggio c’ha dato l’opportunità e lo stimolo di un confronto aperto tra le svariate sensibilità riguardo l’argomento nell’appuntamento con il caffè di attualità del Presidio Articolo21 di Città della Pieve tra i presenti.
Una chiacchierata che non ha avuto alcuna pretesa se non quella di un confronto attivo ed aperto a chiunque. Un confronto che ha ben sottolineato che anche in una cittadina piccola come la nostra questo è mancato e non si può esaurirne la richiesta alla domanda iniziale mettendoci una pietra sopra a quanto accaduto anche da noi in politica negli ultimi 20 anni.
Tornando alle nostre riflessioni, Il 50% dell’elettorato alle politiche non vota, la rappresentanza dal basso non convince più, la politica come professione nemmeno, non avere più chi contrastare in maniera diretta come ai tempi del movimento del ’68 o addirittura delle lotte contadine ha portato all’arrendevolezza, avere lobby potentissime di potere economico e tecnologico in mano a pochi, avere tre/quattro grandi potenze che stanno annichilendo l’Europa sta stordendo le persone, guerre e crisi economica sembrano senza soluzioni e in Italia le opposizioni anziché compattarsi in un programma reale e concreto si perdono dietro i tatticismi che allontanano inesorabilmente gli scontenti. Ma non tutti, qualcuno sta alzando la testa ed inizia a protestare, vedi la Spagna, vedi la Francia, il suo lpopolo si è ricordato di se stesso rispetto alla politica che guarda altro come in un rito di autoreferenzialità. In Italia i ragazzi, gli agricoltori, i sindacati, gli autotrasportatori anche se in maniera sparsa iniziano a dire basta. Basta a questa escalation di guerra, basta di dimenticarsi di chi lavora, di chi studia, di chi soffre, di chi rimane indietro. E allora la politica forse ci considererà dei sudditi ma sta a noi ricordare che siamo dei cittadini.
Ieri pomeriggio le considerazioni non sono state prive di sconti eppure forse per questo è stato un pomeriggio proficuo.
Al prossimo appuntamento.
