Ha vinto il NO. Ha vinto la riflessione. Ha vinto la Costituzione antifascista. Gli italiani hanno risposto. Non con gli slogan, non con la paura, ma con la consapevolezza di chi sa riconoscere il valore di ciò che vuole proteggere. Hanno detto no a una riforma che avrebbe piegato la giustizia al potere politico, svuotando quella separazione dei poteri che è il cuore pulsante di ogni democrazia vera.
E lo hanno fatto nonostante tutto: nonostante il frastuono di una propaganda asfissiante, nonostante un’informazione troppo spesso a senso unico, nonostante la complessità della materia venisse ridotta a slogan da campagna elettorale.
Grazie a chi ha scelto la difficoltà della verità rispetto alla comodità della semplificazione.
Grazie ai costituzionalisti, ai giuristi, alle associazioni, ai magistrati che in questi mesi hanno spiegato, articolato, argomentato — senza urlare, senza cedere alla logica dello spettacolo. Grazie a chi ha creduto che gli italiani meritassero rispetto intellettuale, e non solo rassicurazioni.
Oggi la Costituzione ha tenuto.
“Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento” di questa “battaglia per la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”. “Sono contento – ha aggiunto – e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Sì, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no”. Così Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, ai microfoni del Tg1.
