Ogni ora, ogni giorno, senza aiuti avvicinano la popolazione di Gaza alla fine. È a rischio la sopravvivenza dei superstiti di due anni di bombardamenti, 2 milioni di palestinesi che vagano alla ricerca di aree nelle quali poter trovare rifugio. Il popolo di Gaza è un popolo di profughi.
L’ultima denuncia arriva dall’UCTAD, ufficio dell’Onu per il coordinamento degli affari umanitari. La devastazione è totale, avverte l’UCTAD. È in gioco la stessa sopravvivenza di Gaza.
La tregua è stata violata da Israele per oltre 500 volte. I civili continuano a rimanere sotto attacco con la giustificazione della caccia ai terroristi. 345 i morti e 889 i feriti negli attacchi dell’IDF. Cifre portate alla conoscenza del mondo da Francesca Albanese.
Gli aiuti sono sintetizzati nei numeri che l’Onu stessa declina: 3.600 tende, 129.000 teloni, 87.000 coperte. È appena il 10% delle necessità. Tutto viene centellinato non perché non vi siano le scorte, ma perché Israele lo impone. Le forti piogge dei giorni scorsi hanno peggiorato la situazione di precarietà. La situazione, disastrosa, ha provocato ulteriori disagi spazzando via tende e allagando le aree in cui vivevano le famiglie. La rete fognaria è stata pesantemente danneggiata dai bombardamenti e i liquami si sono mescolati con l’acqua. C’è l’enorme rischio di malattie e infezioni.
È appena immaginabile, per noi, l’orrore nel quale vivono gli abitanti della striscia. E ai giornalisti è ancora impedito l’ingresso a Gaza. Meglio che il mondo non sappia per consentire che lo stillicidio di vite e di speranza prosegua.
Intanto in Cisgiordania continiuano le violenze. Due giorni fa è stato attaccato persino un asilo. B’Tselem, organizzazione umanitaria israeliana, ha calcolato che dal 7 ottobre 2023 sono stati uccisi 1.004 palestinesi tra West Bank e Gerusalemme. Responsabili della strage coloni ed IDF. E intanto prosegue l’opera di insediamento. Vengono bruciati interi villaggi e devastate coltivazioni. E’ stata impedita anche la raccolta delle olive.
L’economia palestinese è al collasso. Genocidio e vent’anni di blocchi ed embarghi l’hanno messa in ginocchio e resa interamente dipendente dagli aiuti umanitari.
Anche così si annienta un popolo. Questo è l’obiettivo del governo israeliano: annientare la Palestina.
