Di J. Patrick Shanley
Con: Anthony Foti, Laura Giordani, Gianmarco Arcadipane, Amedeo Amoroso, Sergio Campisi.
Regia: Sergio Campisi.
Scenografie e animazioni: Amedeo Amoroso.
Produzione: Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza. Catania
Nel 1976 fu eletto presidente degli Usa Jimmi Carter. Nei primi mesi dell’anno elettorale la risposta degli americani ai sondaggi fu: “Jimmi who?” Divenne presidente, comunque, uno sconosciuto. La commedia di Shanley rimanda a questo aneddoto, riferito alla crisi di identità che prende gli adolescenti di ogni nazione. Anche il titolo evangelico del “Figliol prodigo” non è perfettamente calzante, forse meglio la “Parabola dei talenti”; riferita alla necessità di saper spendere bene la vita.
La bella commedia si incentra appunto sulla crisi di identità e di realizzazione di Jim, adolescente Usa degli anni ’60. L’autore (premio Oscar, Pulitzer e Golden Globe) ha dichiarato anche aspetti autobiografici nella vicenda. Ma potrebbe essere la biografia di ognuno di noi.
L’autore usa la proustiana “memoria involontaria” che fa uscire con un segno, dalla nebbia dei ricordi, l’adolescenza di Jim. La vicenda si svolge all’interno di un college cattolico che apre possibilità per le migliori università. Il protagonista è sempre sul punto di perdere tutto per colpa dell’insofferenza alle regole ed ai compagni, tutti della “upper class”, mentre lui viene dal Bronx. La benevolenza del preside e della moglie salverà gli studi di Jim, contro ogni previsione.
Un’opera profonda e coinvolgente, quasi struggente, che ci riconduce alle stagioni (più o meno) belle della vita. Spingendo ad una severa riflessione sull’uso dei nostri “talenti”, o peggio nella frequente soluzione di dormire sugli allori, escludendo la possibilità di mettersi in gioco.
Una perfetta messa in scena, con una regia più che accorta; scenografie originali corroborate da deliziose animazioni; un cast di bravissimi attori che reggono la complessità, di vicenda e scene, con splendida naturalezza. Uno spettacolo (prima nazionale) da vedere, giovani (nelle scuole) e meno.
