Sei qui:  / Articoli / Cinema / Culture / Culture / “Cuori puri” – di Roberto De Paolis ★★★☆☆  

“Cuori puri” – di Roberto De Paolis ★★★☆☆  

 

Guardare, spiare, osservare, cercare di entrare. In mondi che non conosci. Alla base del cinema migliore c’è la curiosità, la voglia di conoscere, di catturare con lo sguardo la propria meraviglia e quindi restituirla agli altri. E’ il cammino di ogni cineasta che vuole fare con onestà questo mestiere e Roberto De Paolis lo ha appena intrapreso con i suoi “Cuori puri”.

Nessun miracolo, se non quello di uno sguardo – appunto – aperto allo sconosciuto. Senza forzature prestabilite, ci ritroviamo a vivere le giornate di Agnese e Stefano, ragazzi di periferie diverse, mondi lontani dai nostri “centri”. Lei, figlia di una cattolica osservante, “adottata dalla chiesa” insieme alla madre. Lui un figlio dimenticato della periferia che trova lavoro come guardiano tra due margini: il suo (un parcheggio di un supermercato nel nulla) e quello di un campo rom. Un confine di guerra.

De Paolis lascia che le cose accadano, non le forza. I momenti si trascinano e rendono semi-documentaristico il racconto. Una scelta giusta, le forzature lo avrebbero portato su terreni ideologici meno interessanti.

Invece qui la finestra si apre limpida sul mondo ignorato dei nostri estremi urbani, dove regnano rifiuti e reticolati di ferro. Di umano, solo un parroco, che si sforza di convincere questi esseri alla deriva che Cristo è dalla loro parte. E che, come un tom tom, anche se hanno perso la strada, ricalcolerà il tragitto e li riporterà comunque sulla via di casa. Come se ce ne fosse una.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE