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La vendetta di un uomo tranquillo, di Raul Arevalo  ★★☆☆☆  

 

Nel centro della Spagna castigliana, un paesaggio brullo fa da sfondo a una cronaca d’amore e vendetta. Fra thriller e cine-realtà, l’attore Raul Arevalo, debuttante alla regia, segue le vicende di un uomo tranquillo,  la cui vita viene sconvolta da una rapina in una gioielleria. Camera a mano, inseguimenti a uomo, poi campi lunghi per lasciar raccontare il paesaggio, mescolanza di stili, citazioni e flamenco. Questa “Vendetta di un uomo tranquillo” giunto sugli schermi italiani sostenuto da parte della critica europea e da un bel numero di Goya spagnoli (tra cui quello come miglior film in sala nel 2017), può essere giudicato al massimo un buon esercizio di fine studi.

In realtà le vicende di José, Curro e Ana sono secondarie alla ricerca di uno stile registico non originale e ancora fortemente incerto. Una scelta sbilanciata, di cui fanno le spese la recitazione, la scrittura, il ritmo.
Alla fine, un film abbastanza noioso e privo di sorprese. Quindi, non vi fate troppo abbindolare dalla pubblicità. In sala c’è senz’altro di meglio.

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