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Bella e perduta, di Pietro Marcello   ★★★★☆

 

Un documentario che si intreccia ad una favola. Un matrimonio voluto per raccontare verità profonde e dolentissime.
Pulcinella servo sciocco viene inviato dalla pancia del Vesuvio sulla superficie campana per aiutare Tommaso, pastore che ha deciso di prendersi cura dell’abbandonata Reggia di Carditello. Sempre in quella terra dimenticata, ecco apparire un piccolo bufalo appena nato che, essendo maschio e quindi improduttivo, un contadino ha abbandonato in una fossa. Tommaso decide di salvare il bufalino, ma un infarto improvviso lo porterà via dalla Reggia, dall’animale e dalla sua terra. Pulcinella – in onore di Tommaso – deve trovare il modo di mettere in salvo il bufalo Sarchiapone da morte certa.

Alla favola appartiene Pulcinella, maschera che da sempre in Campania rappresenta una sorta di messaggero tra l’aldiqua e l’aldilà. Alla realtà appartiene la Reggia di Carditello (Caserta), magnifica costruzione borbonica abbandonata all’incuria, mentre Tommaso Cestrone – conosciuto in vita come l’angelo di Carditello, morto di infarto due anni fa – è realtà che va oltre se stessa, figura poetica di colui che resiste, solo, in difesa della bellezza. Un semplice pastore, capace di unire nel suo fare le sacralità di natura e bellezza.

“Bella e perduta” è dunque la Reggia di Carditello, l’intera terra italiana, la cultura contadina, il nostro meridione sprofondato nelle terre del fuoco.

Pietro Marcello riesce a mettere insieme tutto questo con la forza della sua poetica (già chiara ne “Il passaggio della linea” e “La bocca del lupo”), sostenuto dalla sceneggiatura elaborata con Maurizio Braucci e dal montaggio di Sara Fgaier. La produzione superindipendente Avventurosa (degli stessi Marcello e Fgaier) ha trovato sostegno nella Cineteca di Bologna e in Rai Cinema.

“Bella e perduta” è un’opera che richiede un salto di qualità, esclude ogni visione passiva, vuole attenzione, tensione, senso della metrica poetica. Per amarla bisogna rispolverare la propria dimensione rivoluzionaria. Chi ci riesce, ringrazi Marcello.

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