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Sopravvissuto”, di Ridley Scott ★★☆☆☆

 

Avevo lasciato il mio amatissimo Matt Damon su quel pianeta sfigato di “Interstellar”. Sono stata così in pena per lui che non potevo non correre a vedere “Sopravvissuto” (The Martian).

Bene, potevo fare anche a meno di preoccuparmi. Se lì avevo sognato del triste e incazzato dr. Mann, vittima di una spedizione nello spazio figlia delle teorie quantistiche di Kip Thorne, qui mi ritrovo il solito cazzone di marine che ciuccia lo stecchino mentre attraversa Marte ascoltando gli Abba. Ahi, que pasò con usted, Matt???

Lasciato indietro dall’equipaggio – che lo crede morto – il cazzone Damon invece si risveglia dopo una tempesta di sabbia sul pianetone rosso Marte; si cura dalle ferite riportate, si fa una doccia, mangia una patata, fa due conti e decide che vuole vivere in attesa della prossima spedizione. E qui inizia l’ennesimo film sul soldato americano abbandonato nell’isola del Pacifico (Marte è solo più bruttarello) e che il mondo intero, guidato dalla Nasa, si allea per salvare. Il risultato dovrebbe essere spettacolare ed ironico, da grande cinema pop. Probabilmente Ridley Scott (oddio: Blade Runner, Alien, Prometheus….e poi The Martian?!) centra i due obiettivi, ma il risultato è così noioso, così prevedibile, così inutile, che nulla ci fa ridere o distrarre. C’è poco da inventarsi con la scrittura. Semplicemente, “Sopravvissuto” è troppo stupido. E Matt Damon faceva meglio a restare morto dove stava, nella galassia in culo allo spazio, per un altro po’.

(Ps: Lo sapevo che dovevo andare a vedere Muccino….)

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