Sei qui:  / Cinema / Culture / Foxcatcher, di Bennett Miller ★★★☆☆

Foxcatcher, di Bennett Miller ★★★☆☆

 

“Foxcatcher” non si presta, nelle mie corde, ad una recensione canonica. Perché il film in fondo non mi è piaciuto moltissimo, ma ho adorato i suoi personaggi. I suoi personaggi principali, Mark Schultz e John Du Pont. Allora prenderei questo film e spunterei i petali, come ad una margherita. Lasciamo stare la Pennsylvania, la lotta libera, i cavalli e la famigliola felice di Dave Schultz. Restiamo attaccati al confronto tra questi due. Mark e John sono due uomini adulti al limite della normalità. Anzi, diciamo che sono più di là che di qua. Diverse cose, sin dall’inizio, ci dicono che sono due “diversi” e in modo molto simile. Alla base di questa loro diversità, probabilmente la mancanza del padre, da cui entrambi sono stati separati alla stessa età, due anni. Uno è cresciuto in istituto con il fratello, l’altro accudito dalla gelida madre.

Entrambi hanno così costruito i loro valori maschili sul nulla, inventando, ingigantendo, esaltando: patriottismo, bandiera, valore, vittoria, squadra. Vagano come due bambinoni cresciuti in questo microcosmo in cui hanno deciso di rifugiarsi, per non fare troppi danni a sé e agli altri: la palestra. Si incontrano, decidono di giocare insieme, ognuno si prende il ruolo di cui ha bisogno, lo indossa e prova a fare il gioco del “come se”. Ma sono bambini, bambini anche molto sofferenti e quindi potenzialmente cattivi, e qualcuno prima o poi li scoprirà. Ecco, questi due personaggi li trovo così alti, così poetici, che non importa se il film zoppica nel suo insieme, loro sono sublimi. Steve Carell avrebbe senz’altro meritato l’Oscar per questo suo riccastro smidollato che si sogna mentore e patriota, un personaggio altissimo tanto da rappresentare, a mio avviso, uno dei più credibili e verosimi tycoon americani (e non solo) del cinema. Channing Tatum, da bravo ex modello, sa come vestire i suoi panni di lottatore ingenuo, testardo e un po’ suonato. Ecco, loro due, la loro relazione, quello che rappresentano, fa di “Foxcatcher” un film per certi versi indimenticabile. Il regista Bennett Miller (The Cruise, Truman Capote, Moneyball) del resto è un tipo strano, uno fuori dai canoni hollywoodiani. Lento, pulito, riflessivo, va al fondo delle cose ma con i suoi tempi e secondo le sue esigenze. A questa storia (tutta vera) ci pensava da almeno una decina d’anni. Il suo John Du Pont non me lo scorderò.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE