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Oblivion, by Joseph Kosinski ☆☆☆☆☆

 

di Roberta Ronconi
Una coppietta niente male, vive in una casetta nei cieli della Terra. Davanti a loro, una luna scoppiata qualche decennio prima (siamo nel 2075) non lesina magnifici tramonti. I due (lui vestito star trek, lei Armani) devono sorvegliare dagli Scavengers (alieni?) le torri che giganteggiano sugli oceani della Terra per riciclare l’acqua residua sul nostro pianeta e trasformarla in energia. Così, ogni mattina, il marine 49 (un Tom Cruise ben tenuto) prende il suo aeroplanino spaziale e va in ricognizione sulla crosta terrestre per vedere che nessuno disturbi il lavoro delle torri, con l’ausilio di cattivissimi droni pronti a sparare a qualsiasi oggetto in movimento. La coppietta ha una storia sentimentale (iniziata solo da cinque anni, visto che a entrambi è stato fatto il lavaggio della memoria precedente), ma il nostro marine ha qualche flash notturno sul suo passato che lo disturba non poco. Amava un’altra?

Ebbene sì, e lo scopriremo presto.

Dal punto di vista del cinema di fantascienza, “Oblivion” non solo non aggiunge nulla a ciò che abbiamo già visto, ma ci riporta indietro di qualche decennio. Dal punto di vista degli effetti speciali, siamo di fronte a un rimescolamento – in basso – di ciò che è già stato fatto da “Guerre stellari” in poi. Per quanto riguarda la recitazione, la bella modella ucraina Olga Kurylenko è in modo evidente al suo primo film di fantascienza e poverina siede nella capsule spaziali come una turista in visita al parco delle scienze. Il massimo che riesce ad esprimere è un certo fastidio per i sussulti della macchinetta. Bisogna dire che, anche quando è fuori dai velivoli, la situazione non migliora. La sceneggiatura….beh, diciamo che Joseph Kosinski (anche regista e produttore) sarà anche un esperto di effetti computerizzati, ma usa la penna come una zappa.

Negli Usa, la critica ha accolto “Oblivion” come un medio pop corn movie. In Italia facciamo solo da sponda sforna-euro per tutta la spazzatura che produce Hollywood. Raccontandoci che il cinema è anche svago, che loro lo sanno fare bene, che una tantum un bel filmaccio d’azione ci sta bene. Vi assicuro che non è il caso di “Oblivion”. Noioso, inferiore ad ogni immaginabile banalità, è solo uno spreco di tempo e di danaro. Un’offesa per chi ama la fantascienza e per tutti coloro che rispettano il cinema. Oblivion: un film da dimenticare.

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