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Tutti contro tutti ★★★☆☆

 

di Roberta Ronconi
E’ un bravo interprete, Rolando Ravello, si era capito sin dai tempi di “Almost Blue” e ancora prima nelle partecipazioni ai film del suo padrino Ettore Scola. Sulla questione si era messo un punto (esclamativo) con il suo Pantani per la televisione, che lo ha consacrato come uno dei più talentuosi giovani del cinema italiano. Sulla scena, Ravello ci sta da almeno venti anni ed è dunque lecito il suo desiderio di passare dietro la macchina da presa per provarsi come regista di un piccolo film, tratto dall’omonimo monologo teatrale “Tutti contro tutti”. La storia di Agostino e della sua lotta per la casa “contro” gente colpevole solo di stare nelle sue stesse condizioni è tratta da un fatto vero di cui Ravello venne a conoscenza 7 anni fa. Notazione che in realtà non avrebbe bisogno di essere sottolineata: di fatti del genere ne esistono migliaia.
Decisamente lodevole il tentativo di fare una commedia italiana fuori dai canoni triti da “gruppo di comici”, qui protagonista è la vita vera e la sua comica drammaticità. Al fianco di Ravello, nella sceneggiatura, il super-professionista Massimiliano Bruno e sulla scena un bel gruppo di attori misurati ma in parte come Kasia Smutniak, Marco Giallini, Lidia Vitale, Antonio Gerardi. Prodotto da Fandango, e distribuito in collaborazione con la Warner Italia (prima sinergia tra le due case di produzione), “Tutti contro tutti” è un esempio di come si possa fare buon cinema a budget limitato, puntando solo su una buona scrittura e giuste professionalità. Un perfetto esempio di prodotto medio, esattamente quello che manca al nostro cinema. Speriamo dunque che Ravello abbia la possibilità di andare avanti. Nel caso, consigliamo solo un po’ più di attenzione ai personaggi. La dimensione corale va bene, ma qualche graffio in più dei solisti non guasterebbe. Le musiche di Mannarino fanno da ciliegina.

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