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Bavagli informazione, in Tanzania fermati due giornalisti. Nel Paese escalation di violazioni di diritti verso comunità Lgbt

 

La Tanzania non è un paese per giornalisti né per omosessuali. Almeno così sembrerebbe visto il trattamento riservavo a una giornalista sudafricana e aun collega keniota, membri dello staff del Comitato per la protezione dei giornalisti con sede a New York, fermati nella notte tra giovedì e venerdì scorsi e rilasciati ieri mattina dalle autorità locali.
Angela Quintal, coordinatrice del programma Africa del Cpj e Muthoki Mumo, rappresentante dell’Africa sub-sahariana dell’organizzazione internazionale erano in missione in Tanzania quando sono stati prelevati dal loro hotel e portati in una località sconosciuta nella capitale commerciale del Paese, Dar es Salaam, dopo aver assistito alla perquisizione delle loro cose e il sequestro di documenti e dei loro passaporti.
I due colleghi non possono per ora lasciare il Paese. Domani è previsto un incontro con l’Alto commissario del Dipartimento per le relazioni internazionali e la cooperazione, Thami Mseleku “per discutere degli eventi della scorsa notte” si legge in un tweet del ministro degli Esteri sudafricano, il primo a dare l’annuncio del rilascio dei giornalisti.

Che in Tanzania le autorità limitino i diritti alla libertà d’espressione lo testimonia anche Amnesty International che nel rapporto annuale denuncia la deriva censoria del governo tanzaniano, accusato anche di non aver provveduto a contrastare la discriminazione legata al genere e all’orientamento sessuale.

Negli ultimi anni si è innescato un vero e proprio giro di vite nei confronti delle persone Lgbti, con la chiusura di strutture sanitarie e la minaccia di togliere la registrazione alle organizzazioni che fornivano loro servizi e assistenza.

Come testimonia il sito GayNews, il primo a dare notizia di quanto stia avvenendo nel paese africano, non si hanno notizie certe sulla situazione delle persone omosessuali nella regione di Dar es Salam ma da inizio mese è partita una serie di arresti, tra cui una decina di invitati a un matrimonio gay a Zanzibar.

Per protestare contro le continue violazioni dei diritti nei confronti della comunità Lgbt in Tanzania attiviste e attivisti del continente africano hanno lanciato una  Giornata internazionale di mobilitazione che ha coinvolto migliaia di persone.

Anche in Italia, lunedì 12 novembre a Roma, Gaynews insieme alla rete ‘No Bavaglio’ ha organizzato un presidio, dalle ore 18:00, davanti all’ambasciata della Tanzania in viale Cortina d’Ampezzo, 185.

 

 

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