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Sebastiano Ardita, al via il processo a Vatinno per un articolo che difendeva il popolo rumeno

 

Poteva non fare molto rumore l’ennesima azione legale legata ad un articolo, pubblicato su un giornale on line e in seguito eliminato per scelta dell’editore ma che adesso ha comunque prodotto un processo civile che prende il via tra una settimana e che vede come parte citata in giudizio Giuseppe Vatinno, già parlamentare dell’Idv e giornalista. Questa storia tocca molti temi oltre alla libertà di espressione al diritto di cronaca: l’articolo “incriminato” riportava le parole di un magistrato dette nel corso di un convegno del Movimento Cinque Stelle e che faceva riferimento ai “criminali rumeni”, frase che fece anche indignare il governo e l’Ambasciatore della Romania in Italia. L’udienza del processo civile è fissata per il prossimo 17 ottobre davanti al Tribunale di Messina, la presunta parte danneggiata è il magistrato Sebastiano Ardita che pronunciò quelle frasi e che ha intentato l’azione legale contro Vatinno, ritenendo che l’articolo (scritto nell’aprile del 2017) nel quale è riportato il contenuto del suo intervento al convegno dei Cinque Stelle lo abbia danneggiato.
Ne abbiamo parlato proprio con Vatinno che si ritrova ad essere citato per aver fatto notare che le parole pronunciate al convegno mettevano in cattiva luce un’intera comunità, quella appunto dei rumeni.
Cosa ha scritto esattamente in quell’articolo?

“Il pezzo descriveva come ad un convegno organizzato da Davide Casaleggio (Cinque Stelle) ad Ivrea fosse intervenuto un magistrato, Sebastiano Ardita, allora Pm presso il Tribunale di Messina. A tale convegno il procuratore capo di Milano, Francesco Greco ritenne di non dover partecipare, pur invitato, per la connotazione eccessivamente politica assunta dall’evento.
Ardita fece un intervento sui criminali rumeni, rintracciabile ancora su Youtube, con molte imprecisioni, confuso e con errori di funzioni, che non restituisce assolutamente una visione reale e quindi producendo una immagine negativa del popolo rumeno. Le sue parole furono poi utilizzate dall’ onorevole Luigi Di Maio per fare un intervento tacciato dalla stampa nazionale e internazionale di avere connotati razzisti, oltre che errati”.
Riporto, tra i tanti, solo due esempi:

https://ilmanifesto.it/di-maio-litalia-importa-criminali-dalla-romania/

I conti di Di Maio e del procuratore Ardita

Cioè lei, per primo, ha fatto notare un accento razzista nell’atteggiamento dei Cinque Stelle contro i rumeni? Crede che questo le abbia causato questa azione?

“Io scrissi l’articolo su un giornale on-line e poco dopo ne ricevetti un processo civile per diffamazione. L’articolo, che riportava critiche nell’ambito del diritto di cronaca e critica, a Di Maio ed ad Ardita, è stato ritirato quasi subito su richiesta, mi è stato detto, dello stesso avvocato di Ardita”.
Quindi lei va davanti al Tribunale per un articolo che ormai non esiste più, mentre c”è contezza delle frasi sui rumeni?
“Sì, è così”
E’ una storia un po’ politica non crede?
“Non voglio trarre conclusioni, mi limito a riportare i fatti, poi ognuno potrà farsi un’idea. Qualche giorno fa Sebastiano Ardita, da poco eletto al Consiglio Superiore della Magistratura, ha contestato l’origine partitica del vicepresidente del CSM stesso, l’onorevole, David Ermini, avendo poi anche lui votato un membro espresso proprio dalla politica, precisamente dai Cinque Stelle, Alberto Maria Benedetti”.
E la comunità rumena?
“Per il mio articolo ho ricevuto il plauso scritto dall’Ambasciatore rumeno in Italia, George Gabriel Bologan, e attestati di solidarietà e stima da membri di associazioni delle comunità rumene residenti del nostro Paese, che del resto hanno protestato vivacemente per quanto affermato in quel convegno. Una di queste comunità ha anche querelato Di Maio per diffamazione e discriminazione razziale e ha criticato Sebastiano Ardita, come si può leggere qui: http://www.iromeni.com/2017/04/ultima-ora-luigi-di-maio-denunciato-per.html?q=querela+di+maio”

Per chi vuole conoscere nei dettagli la vicenda, e leggere la lettera dell’Ambasciatore:

IL MAGISTRATO SEBASTIANO ARDITA E LA LIBERTA’ DI STAMPA

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