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| Domenica, 01 Agosto 2010 - Ultimo aggiornamento: 21:00
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Audio & Video
Il restyling di Articolo 21 ci ha permesso di dare un ampio spazio all'audio e al video. Questo grazie alle sinergie attivate con la Rete di Articolo 21. Econews, Ideeradio e il nuovo progetto YesRadio, il rapporto storico con Arcoiris Tv e i servizi giornalistici audio e video che saranno realizzati da altri amici e dalla stessa redazione di Articolo 21, troveranno integrazione con gli articoli che vengono redatti quotidianamente. In che modo? Intanto come notizie correlate. Attraverso un meccanismo di indicizzazione interno, servizi audio e video, documentazione audiovisiva, saranno legati ad articoli che parlano degli stessi argomenti dando così maggiore completezza all'informazione. Infine abbiamo dato vita al nostro archivio multimediale, che crescerà giorno per giorno grazie al contributo di tutti. In ordine cronologico sarà possibile vedere ogni argomento che è stato sviluppato grazie anche alla presenza di audiovisivi. Si tratta della sezione che state consultando in questo momento.
Contro il Ddl Alfano sulle intercettazioni /1
Uno spot per dire no al Ddl Alfano sulle intercettazioni. Si tratta di una nuova legge bavaglio del governo Berlusconi. Impedirà ai giornalisti di continuare a godere del diritto di cronaca e ai cittadini negherà il diritto ad essere informati
Questione morale e neri presagi. Terza parte
Questione morale, corruzione, mafie e rinnovamento della politica. Nello Trocchia(Econews) ha intervistato Elio Veltri, giornalista e autore di numerosi saggi sull'argomento. L'ultimo suo libro il " Topino intrappolato. Politica e questione morale" Longanesi Editore.
Questione morale e neri presagi. Seconda parte
Questione morale, corruzione, mafie e rinnovamento della politica. Nello Trocchia(Econews) ha intervistato Elio Veltri, giornalista e autore di numerosi saggi sull'argomento. L'ultimo suo libro il " Topino intrappolato. Politica e questione morale" Longanesi Editore.
Questione morale e neri presagi. Prima parte
Questione morale, corruzione, mafie e rinnovamento della politica. Nello Trocchia(Econews) ha intervistato Elio Veltri, giornalista e autore di numerosi saggi sull'argomento. L'ultimo suo libro il " Topino intrappolato. Politica e questione morale" Longanesi Editore.
La nuova questione morale intervista a Gianfranco Pasquino seconda parte
Il partito democratico è travolto da scandali, inchieste ed arresti. Torna di attualità la questione morale. Nello Trocchia( Econews) ha intervistato Gianfranco Pasquino
La nuova questione morale intervista a Gianfranco Pasquino prima parte
Il partito democratico è travolto da scandali, inchieste ed arresti. Torna di attualità la questione morale. Nello Trocchia( Econews) ha intervistato Gianfranco Pasquino
La nuova questione morale
Il partito democratico è travolto da scandali, inchieste ed arresti. Torna di attualità la questione morale. Nello Trocchia( Econews) ha intervistato Achille Occhetto.
Nei secoli proteggi
morti sul lavoro
Il ritratto di Sandro Curzi
ROMA - È morto a Roma dopo una lunga malattia Sandro Curzi. Nato a Roma il 4 marzo 1930, aveva 78 anni. Alle 17 sarà allestita la camera ardente in Campidoglio. E sempre in Campidoglio si svolgeranno lunedì alle 11.30 i funerali laici.
IL PADRE DEL TG3 - Resistente partigiano a 13 anni, comunista iscritto già a 14, chiamato a 19 anni da Enrico Berlinguer a ricostruire la Federazione giovanile comunista italiana (Fgci), Curzi ha vissuto tutta la sua vita fedele, pur senza rigidità, alle idee di gioventù passando con Fausto Bertinotti a Rifondazione Comunista alla fine degli anni '90. Il suo impegno politico si è svolto all'interno dei mass media, dal primo articolo, quando era ancora adolescente, sull'Unità «clandestina» per raccontare l'assassinio di uno studente da parte di fascisti repubblichini, al ruolo di capo redattore nel mensile della Fgci Gioventù nuova, diretto da Enrico Berlinguer, fino alla vice direzione di Paese Sera, alla direzione del Tg3 e a quella di Liberazione. Curzi ottenne nel 1944, nonostante la minore età, la tessera del Pci. Tra il '47 e il '48 lavora al settimanale Pattuglia insieme a Giulio Pontecorvo e, nel '49, a la Repubblica d'Italia fino a diventare capo redattore di Gioventù nuova diretta da Enrico Berlinguer.
Curzi con Michele Santoro ai tempi di «Samarcanda» (Ansa)
Curzi con Michele Santoro ai tempi di «Samarcanda» (Ansa)
Inviato nel '51 nel Polesine per raccontare le conseguenze dell'alluvione, vi rimane come segretario della Fgci. Nel '56 fonda Nuova generazione e nel '59 passa all'Unità, organo del Pci per il quale l'anno successivo viene inviato in Algeria per seguire la fasi dell'indipendenza. Lì intervista il capo del Fronte di Liberazione Ben Bellah. Dopo essere stato direttore dell'Unità, nel 1964 diventa responsabile stampa e propaganda della direzione del Pci. Negli anni '60 collabora fra l'altro alla crescita della radio Oggi in Italia che trasmetteva da Praga ed era seguita in molte parti d'Europa da emigranti italiani. La stagione più calda, quella del '68 e poi dell'autunno del '69, della strage di Piazza Fontana e dei fatti che seguirono nei primi anni '70, Curzi la seguì da vice direttore di Paese Sera.
NEGLI ANNI SETTANTA L'IMPEGNO CON LA TV - Dalla metà degli anni '70 arriva l'impegno con la televisione: entra infatti in Rai nel 1975 con un bando di concorso indetto per l'assunzione di giornalisti di «chiara fama» disposti a lavorare come redattori ordinari e comincia dal Gr1 diretto da Sergio Zavoli. Nel '76, con Biagio Agnes e Alberto La Volpe, dà vita alla terza rete televisiva della Rai mentre nel 1978 è condirettore del Tg3 diretto da Biagio Agnes. In questa veste "scopre" Michele Santoro e collabora alla realizzazione del programma Samarcanda.
TG3, IMPRONTA INCONFONDIBILE - Diventa direttore del Tg3 nel 1987 dando al telegiornale una impronta inconfondibile, veloce e aggressiva che dà voce alle istanze della sinistra italiana interpretando gli umori di una crescente insofferenza verso la cosiddetta prima Repubblica. Soprannominato per questo, dagli avversari politici, «Telekabul» (dalla capitale dell'Afghanistan occupata dall'Urss negli anni '70), il Tg3 cresce in spettatori (da poco più di 300 mila ai 3 milioni del '91) e autorevolezza.
COMUNISTA E ANTIFASCISTA CONVINTO - Nel '92 pubblica con Corradino Mineo il libro «Giù le mani dalla Tv» (Sperling e Kupfer) e nel '93, in contrasto con il nuovo consiglio d'amministrazione della cosiddetta Rai dei professori (direttore generale Gianni Locatelli e presidente Claudio Demattè), si dimette. Passa prima a dirigere il Tg dell'allora Tele Montecarlo e poi, dal 1998 al 2005, dirige Liberazione.
Sandro Curzi con la moglie Bruna Bellonzi (Guaitoli)
Sandro Curzi con la moglie Bruna Bellonzi (Guaitoli)
Dal 2005, eletto con i voti di Rifondazione, dei Verdi e della sinistra del Pds, era consigliere d'amministrazione della Rai di cui per tre mesi è stato anche presidente in qualità di consigliere anziano, prima di lasciare il posto a Claudio Petruccioli. Comunista e antifascista convinto, politico abile, Curzi si è spesso distinto per posizioni non banali e non sempre in linea con i diktat di partito: basti pensare alle aperture, allora non scontate, del suo Tg3 alle posizioni di Papa Giovanni Paolo II o, più di recente in Rai, all'astensione sulla proposta di licenziamento del direttore di Rai fiction, Agostino Saccà. Tra le sue esperienze va ricordata nel '94 la pubblicazione del libro «Il compagno scomodo» (Mondadori) e nel '95 una curiosa partecipazione al Festival di Sanremo dove canta nel gruppo «La riserva indiana» col nome, palesemente autoironico per chi era stato soprannominato Kojak, di grande capo Vento nei Capelli, eseguendo la canzone «Troppo sole». Era sposato dal 1954 con Bruna Bellonzi, anch'essa giornalista. Era padre di Candida Curzi, giornalista dell'Ansa.
Nello Trocchia (Agenzia Econews), intervista Leoluca Orlando sulla vicenda Vigilanza
“ Io ho avuto un atteggiamento rispettoso del ruolo di garanzia al quale ero chiamato ad adempiere e non ho mai fatto una dichiarazione sulla procedura di elezione del presidente della commissione. Faccio parte di una opposizione intransigente, ma rispettosa delle istituzioni”. Leoluca Orlando, interviene ai microfoni di Econews, raccontando questi mesi di attesa per la nomina a presidente della commissione di vigilanza, nomina ‘cassata’. Orlando torna sull’episodio del presunto intervento del presidente del senato. “ A me è stato consigliato di accettare, mi dicevano in via riservata, di incontrare in via del tutto riservata il presidente del consiglio dei ministri. Io ho rifiutato in tutti i modi e a quel punto mi è stato chiesto quanto meno di telefonare al Presidente del consiglio o quanto meno di accettare una telefonata da Berlusconi. Chi mi ha chiesto questo incontro e ha insistito per un contatto con il presidente del consiglio è la seconda carica dello stato, il presidente del senato Renato Schifani”.
“Walter Veltroni ha supportato con lealta' la mia candidatura che era una candidatura rispondente ad un principio: spetta alle opposizioni indicare un rappresentante. Oggi, invece, il rappresentante e' scelto dalle opposizioni ma su suggerimento della maggioranza, con mortificazione della commissione; chi sceglie quel rappresentante e' il presidente del Consiglio, proprietario della prima azienda privata televisiva". Sul 'pizzino' che Latorre, senatore del Pd, avrebbe consegnato ad un esponente della maggioranza, Orlando precisa: "Di fronte al comportamento coerente del segretario Veltroni, l'episodio che mi viene riferito puo' essere definito inciucio, cattiva politica. La vera vittima del comportamento di Latorre e' proprio Veltroni, segretario del partito a cui appartiene il senatore Latorre". Nel consiglio di amministrazione della Rai, l'Idv non vuole entrare, ma cosa propone? Orlando risponde: "Noi siamo fuori dalla commissione di Vigilanza, non vogliamo partecipare alla spartizione di una azienda che e' diventata la cuccia del cane della villa di Arcore di Silvio Berlusconi. Noi consigliamo di fare scelte qualificate, ma anche la mia scelta era qualificata, docente universitario, noto all'estero positivamente, eppure mi hanno trattato come tutti sanno. Mi viene da dire che il consiglio di amministrazione forse sara' offerto a cameriere di veline". Sul parallelo con la vicenda della Corte Costituzionale, Orlando risponde che "Sono due vicende diverse, e' pretestuoso collegare la mia nomina con la elezione del giudice costituzionale. Sono due incarichi diversi; in secondo luogo la elezione del giudice costituzionale deve essere fatta con maggioranza di 2/3 mentre la scelta del presidente di Vigilanza deve essere fatta dall'opposizione, questa e' la prassi che si e' sempre adottata. In terzo luogo, il primo candidato della maggioranza per la Corte costituzionale, se e' vero come e' vero, era un candidato che aveva una nota pendenza giudiziaria che rendeva inopportuna la sua nomina, e inoltre legale di Silvio Berlusconi. Una Corte costituzionale che tra poco sara' chiamata a decidere sulla legittimita' del Lodo Alfano che riguarda l'imputato Berlusconi".
La storia di Ignazio Aloisi. Memoria infangata di una vittima della mafia
La storia di Ignazio Aloisi raccontata dalla figlia Donatella. Ucciso a Messina e memoria infangata. L'accusa allo Stato per il mancato riconoscimento di vittima della mafia.
"Mio padre nel 1979 prestava servizio come guardia particolare giurata presso un istituto di vigilanza di Messina . Il 3 settembre 1979 ,mentre era regolarmente di servizio, è stato vittima di una rapina presso i caselli dell’autostrada Messina/Palermo; gli fu rubata la pistola e la rapina fu portata a segno. Successivamente, mio padre riconobbe uno dei rapinatori " un attuale collaboratore di giustizia e per anni appartenente ad uno dei principali clan mafiosi della mia città. Per la testimonianza resa da mio padre questo SIGNORE fu condannato ed arrestato, ma già durante il riconoscimento in presenza del magistrato, minacciò mio padre di morte. Scontata la pena, a distanza di qualche anno, questa persona ha portato a compimento la sua vendetta uccidendo mio padre mentre, insieme a me,(che all’epoca avevo quattordici anni) uscivamo dallo stadio e ci stavamo recando verso casa. Tutto ciò è stato confermato dalle dichiarazioni di 3 collaboratori di giustizia che hanno specificato tempi, modalità e quant'altro potesse essere utile alle indagini. Fino ad oggi non è mai stato riconosciuto il sacrificio di mio padre che ha pagato con la vita la sua collaborazione con la giustizia."
Donatella Aolisi
"Mio padre nel 1979 prestava servizio come guardia particolare giurata presso un istituto di vigilanza di Messina . Il 3 settembre 1979 ,mentre era regolarmente di servizio, è stato vittima di una rapina presso i caselli dell’autostrada Messina/Palermo; gli fu rubata la pistola e la rapina fu portata a segno. Successivamente, mio padre riconobbe uno dei rapinatori " un attuale collaboratore di giustizia e per anni appartenente ad uno dei principali clan mafiosi della mia città. Per la testimonianza resa da mio padre questo SIGNORE fu condannato ed arrestato, ma già durante il riconoscimento in presenza del magistrato, minacciò mio padre di morte. Scontata la pena, a distanza di qualche anno, questa persona ha portato a compimento la sua vendetta uccidendo mio padre mentre, insieme a me,(che all’epoca avevo quattordici anni) uscivamo dallo stadio e ci stavamo recando verso casa. Tutto ciò è stato confermato dalle dichiarazioni di 3 collaboratori di giustizia che hanno specificato tempi, modalità e quant'altro potesse essere utile alle indagini. Fino ad oggi non è mai stato riconosciuto il sacrificio di mio padre che ha pagato con la vita la sua collaborazione con la giustizia."
Donatella Aolisi
E gli studenti di destra applicano la cura Cossiga
Un attacco fascista, pre-organizzato. Con lo scopo di rovinare una protesta forte ma pacifica, che certamente non avrebbe provocato disordini. Si è trattato di un'arma di distrazione di massa per dipingere gli studenti come dei facinorosi? E se così fosse stato chi è il mandante? C'è qualche responsabilità nell'articolo intervista del Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga che sembra aver dettato a mezzo stampa le istruzioni per l'uso di quanto accaduto oggi a Piazza Navona? Tutti ragionamenti che in queste ore, in questi minuti, dopo l'approvazione della Legge sulla scuola dell'avvocato-ministro Gelmini e dopo gli incidenti provocati dagli studenti di destra di Blocco studentesco. (DA PIAZZA NAVONA GIULIANO SANTELLI)
Vicenza, domenica si vota comunque al referendum
Migliaia di persone in corteo a Vicenza dopo la bocciatura della consultazione sul Dal Molin da parte del Consiglio di stato: con in testa il sindaco Achille Variati, la citta' si ribella e domenica autogestirà il voto
Fughiamo ogni dubbio sul Lodo Alfano - intervista a Valerio Onida
di Nello Trocchia (econews) Quando il presidente del Consiglio ed i suoi consiglieri-avvocati-parlamentari proposero all'attenzione della pubblica opinione la possibilità di introdurre un salvacondotto per le 4 più alte cariche dello Stato, cento costituzionalisti intervennero per ribadire un fermo no ad un nuovo Lodo Schifani. Le rimostranze e le motivate parole dell'appello restarono lettera morta. A scrivere e firmare per primo quell'appello il professore Alessandro Pace. Pochi giorni fa, come prevedibile, un pm ha sollevato il dubbio di costituzionalità del Lodo Alfano nel processo a carico di Silvio Berlusconi in corso a Milano per corruzione in atti giudiziari e adesso si attende il pronunciamento della Corte Costituzionale. Per rasserenare il clima, il Presidente del Consiglio ha messo le mani avanti: " Il Lodo Alfano è necessario in un "sistema giudiziario come il nostro, in cui operano alcuni magistrati che invece di limitarsi ad applicare la legge, attribuiscono a se stessi e al loro ruolo un preteso compito etico". Berlusconi è andato oltre dichiarando: "dobbiamo ringraziare il Parlamento che, su proposta del ministro Alfano, ha approvato un provvedimento di legge comune ad altri Paesi europei". Noi abbiamo intervistato il Professore Alessandro Pace e Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale per fugare qualche dubbio. Il Lodo Alfano esiste nel resto del mondo? Ci sono spazi per una pronuncia positiva della Consulta? E' vero come dice Nicolo Ghedini che il Premier non potrebbe espletare il suo mandato se la Corte dichiarasse il Lodo illegittimo?
Fughiamo ogni dubbio sul Lodo Alfano - seconda parte intervista ad Alessandro pace
di Nello Trocchia (econews)
Quando il presidente del Consiglio ed i suoi consiglieri-avvocati-parlamentari proposero all'attenzione della pubblica opinione la possibilità di introdurre un salvacondotto per le 4 più alte cariche dello Stato, cento costituzionalisti intervennero per ribadire un fermo no ad un nuovo Lodo Schifani. Le rimostranze e le motivate parole dell'appello restarono lettera morta. A scrivere e firmare per primo quell'appello il professore Alessandro Pace. Pochi giorni fa, come prevedibile, un pm ha sollevato il dubbio di costituzionalità del Lodo Alfano nel processo a carico di Silvio Berlusconi in corso a Milano per corruzione in atti giudiziari e adesso si attende il pronunciamento della Corte Costituzionale.
Per rasserenare il clima, il Presidente del Consiglio ha messo le mani avanti: " Il Lodo Alfano è necessario in un "sistema giudiziario come il nostro, in cui operano alcuni magistrati che invece di limitarsi ad applicare la legge, attribuiscono a se stessi e al loro ruolo un preteso compito etico". Berlusconi è andato oltre dichiarando: "dobbiamo ringraziare il Parlamento che, su proposta del ministro Alfano, ha approvato un provvedimento di legge comune ad altri Paesi europei".
Noi abbiamo intervistato il Professore Alessandro Pace e Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale per fugare qualche dubbio. Il Lodo Alfano esiste nel resto del mondo? Ci sono spazi per una pronuncia positiva della Consulta? E' vero come dice Nicolo Ghedini che il Premier non potrebbe espletare il suo mandato se la Corte dichiarasse il Lodo illegittimo?
Fughiamo ogni dubbio sul Lodo Alfano - prima parte intervista ad Alessandro Pace
di Nello Trocchia (econews)
Quando il presidente del Consiglio ed i suoi consiglieri-avvocati-parlamentari proposero all'attenzione della pubblica opinione la possibilità di introdurre un salvacondotto per le 4 più alte cariche dello Stato, cento costituzionalisti intervennero per ribadire un fermo no ad un nuovo Lodo Schifani. Le rimostranze e le motivate parole dell'appello restarono lettera morta. A scrivere e firmare per primo quell'appello il professore Alessandro Pace. Pochi giorni fa, come prevedibile, un pm ha sollevato il dubbio di costituzionalità del Lodo Alfano nel processo a carico di Silvio Berlusconi in corso a Milano per corruzione in atti giudiziari e adesso si attende il pronunciamento della Corte Costituzionale.
Per rasserenare il clima, il Presidente del Consiglio ha messo le mani avanti: " Il Lodo Alfano è necessario in un "sistema giudiziario come il nostro, in cui operano alcuni magistrati che invece di limitarsi ad applicare la legge, attribuiscono a se stessi e al loro ruolo un preteso compito etico". Berlusconi è andato oltre dichiarando: "dobbiamo ringraziare il Parlamento che, su proposta del ministro Alfano, ha approvato un provvedimento di legge comune ad altri Paesi europei".
Noi abbiamo intervistato il Professore Alessandro Pace e Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale per fugare qualche dubbio. Il Lodo Alfano esiste nel resto del mondo? Ci sono spazi per una pronuncia positiva della Consulta? E' vero come dice Nicolo Ghedini che il Premier non potrebbe espletare il suo mandato se la Corte dichiarasse il Lodo illegittimo?
Assegnati a Roma i premi "Francesco Pasinetti" - intervista a Gianni di Gregorio
Consegna a Roma, come ogni anno, per i Premi “Francesco Pasinetti” al miglior film italiano e ai migliori interpreti secondo gli iscritti al Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani accreditati alla Mostra del Cinema di Venezia. Annunciati alla fine della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica del Lido, sono scelti tra i film italiani presenti in tutte le sezioni. I vincitori hanno ricevuto i premi il 24 settembre, a Roma presso Villa Medici.
I Giornalisti Cinematografici hanno assegnato quest’anno il Premio Francesco Pasinetti per il miglior film italiano a: Pranzo di Ferragosto, opera prima di Gianni di Gregorio (Settimana Internazionale della critica). Menzione speciale a Pa-ra-da, opera prima di Marco Pontecorvo (Orizzonti). Miglior attore protagonista: Silvio Orlando per Il papà di Giovanna di Pupi Avati (Venezia 65). Miglior attrice protagonista: Isabella Ferrari per Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek e Il seme della discordia di Pappi Corsicato (Venezia 65). Il Sngci segnala con Birdwatchers - La terra degli uomini rossi di Marco Bechis, Thyssenkrupp blues di Pietro Balla e Monica Repetto e La fabbrica dei tedeschi di Mimmo Calopresti, la forte aderenza del cinema sugli schermi della Mostra ai temi della cronaca italiana e della realtà internazionale, sul dramma del lavoro e dello sfruttamento. Interviste del direttore di Econews Alberto Baldazzi
Assegnati a Roma i premi "Francesco Pasinetti" - intervista a Laura Delli Colli
Consegna a Roma, come ogni anno, per i Premi “Francesco Pasinetti” al miglior film italiano e ai migliori interpreti secondo gli iscritti al Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani accreditati alla Mostra del Cinema di Venezia. Annunciati alla fine della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica del Lido, sono scelti tra i film italiani presenti in tutte le sezioni. I vincitori hanno ricevuto i premi il 24 settembre, a Roma presso Villa Medici.
I Giornalisti Cinematografici hanno assegnato quest’anno il Premio Francesco Pasinetti per il miglior film italiano a: Pranzo di Ferragosto, opera prima di Gianni di Gregorio (Settimana Internazionale della critica). Menzione speciale a Pa-ra-da, opera prima di Marco Pontecorvo (Orizzonti). Miglior attore protagonista: Silvio Orlando per Il papà di Giovanna di Pupi Avati (Venezia 65). Miglior attrice protagonista: Isabella Ferrari per Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek e Il seme della discordia di Pappi Corsicato (Venezia 65). Il Sngci segnala con Birdwatchers - La terra degli uomini rossi di Marco Bechis, Thyssenkrupp blues di Pietro Balla e Monica Repetto e La fabbrica dei tedeschi di Mimmo Calopresti, la forte aderenza del cinema sugli schermi della Mostra ai temi della cronaca italiana e della realtà internazionale, sul dramma del lavoro e dello sfruttamento. Interviste del direttore di Econews Alberto Baldazzi
Il giornalismo ha perso l’anima il giorno che hanno defenestrato Enzo Biagi - presentazione del libro di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato "Il ritorno del Principe"
Il mondo si divide in oppressi e oppressori, tu cristiano da che parte stai?
E’ una frase di un sacerdote sud americano, che fece incidere sull’entrata della sua Chiesa questo monito. Così Roberto Scarpinato , procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo , ieri sera ha iniziato la presentazione del libro scritto con Saverio Lodato, “ Il ritorno del principe”. C’erano quasi 1000 persone ieri sera al Teatro Quirino venute ad ascoltare: gli autori, Marco Travaglio, Andrea Purgatori, il teologo valdese Paolo Ricca e Flores D’Arcais, nessuno darà la notizia dell’evento, ma in Italia qualcosa nella coscienza delle persone sta cambiando, perché ieri ad ascoltare il racconto di un libro che fa’ male c’era parecchia Italia : c’erano giovanissimi, intellettuali e padri di famiglia.
Mediacoop, allarme rosso per l'editoria cooperativa e non profit - Intervista a Roberto Natale, presidente Fnsi
Roberto Natale, Presidente della FNSI, ha partecipato all'assemblea straordinaria di Mediacoop del 23 settembre 2008 a Roma. Per Natale vi è la necessità di una riforma del settore condivisa, ma è essenziale evitare che nell'attesa vi sia la crisi del sistema editoriale delle cooperative editoriali e non profit
Mediacoop, allarme rosso per l'editoria cooperativa e non profit - Intervista a Vincenzo Vita
Vincenzo Vita è intervenuto all'Assemblea straordinaria di Mediacoop convocata il 23 settembre dopo che il regolamento approvato ad agosto dal Governo ha tolto i contributi soggettivi. Il rischio è quello che una serie di Cooperative editoriali siano costrette allo stato di crisi. Vincenzo Vita lancia l'ipotesi di una manifestazione unitaria per dare visibilità al problema.
Come Israele, intervista a Furio Colombo - Seconda parte
Dimissioni. La parola esiste ancora nel vocabolario italiano anche se nella pratica politica è in disuso, ricordate qualche caso pubblico recente nel nostro paese? All'estero non funziona così. In Italia, invece, si è diffusa questa allergia.
Ehud Olmert, il premier israeliano, si è dimesso, consegnando il suo incarico nelle mani del presidente Shimon Peres. L'annuncio è arrivato nel corso del consueto consiglio dei ministri domenicale. La decisione di dimettersi è la risposta alle inchieste sul suo conto per presunti finanziamenti illeciti e alle pressanti richieste del suo stesso partito di farsi da parte. L'ex leader del partito Kadima si dichiara innocente, ma ha preferito lasciare l'incarico per fugare ogni dubbio sul suo conto. Per Israele si prefigura una premier alla guida del paese, infatti, la ministra degli esteri Tzipi Livni, si è appena aggiudicata la guida del partito vincendo le elezioni primarie e si accinge a sostituirlo.
Questo succede in Israele, ma ci sono casi che arrivano dall'Europa che provocano imbarazzo, ministri dimissionari per non aver pagato il canone della tv . Un duello tra la moralità del vecchio continente e il nostro paese, dove le dimissioni sono un lusso anche per i condannati, i rinviati a giudizio per non parlare degli indagati. Ne parliamo con Furio Colombo, senatore e giornalista, già direttore dell'Unita.
Ascolta la seconda parte dell'intervista di Nello Trocchia per Econews
Come Israele, intervista a Furio Colombo - Prima parte
Dimissioni. La parola esiste ancora nel vocabolario italiano anche se nella pratica politica è in disuso, ricordate qualche caso pubblico recente nel nostro paese? All'estero non funziona così. In Italia, invece, si è diffusa questa allergia.
Ehud Olmert, il premier israeliano, si è dimesso, consegnando il suo incarico nelle mani del presidente Shimon Peres. L'annuncio è arrivato nel corso del consueto consiglio dei ministri domenicale. La decisione di dimettersi è la risposta alle inchieste sul suo conto per presunti finanziamenti illeciti e alle pressanti richieste del suo stesso partito di farsi da parte. L'ex leader del partito Kadima si dichiara innocente, ma ha preferito lasciare l'incarico per fugare ogni dubbio sul suo conto. Per Israele si prefigura una premier alla guida del paese, infatti, la ministra degli esteri Tzipi Livni, si è appena aggiudicata la guida del partito vincendo le elezioni primarie e si accinge a sostituirlo.
Questo succede in Israele, ma ci sono casi che arrivano dall'Europa che provocano imbarazzo, ministri dimissionari per non aver pagato il canone della tv . Un duello tra la moralità del vecchio continente e il nostro paese, dove le dimissioni sono un lusso anche per i condannati, i rinviati a giudizio per non parlare degli indagati. Ne parliamo con Furio Colombo, senatore e giornalista, già direttore dell'Unita.
Ascolta la prima parte dell'intervista di Nello Trocchia per Econews
Il caso De Angelis, il ferroviere licenziato. Lo racconta di persona
Il ferroviere rls licenziato Dante De Angelis porta la sua testimonianza alla festa della rete28aprile per la democrazia e l'indipendenza nella cgil nel dibattito sul futuro del sindacato
Uno strano latitante che per un anno ha girato in carrozzina: intervista al giornalista Enrico Fierro sulla latitanza di Ciccio Pakistan
In questa storia, se non fosse vera sarebbe un giallo(parafrasando Lucarelli), l'unico tassello noto è la strage di Duisburg che ha fatto impressionare l'Italia, la strage di ferragosto compiuta in Germania nell'estate del 2007. Questa è una storia di faide, di 'ndrangheta che miscela tradizione e modernità, di coperture e latitanze. Detta così sembrerebbe una storia già letta, già scritta. Ma la latitanza di Ciccio Pakistan,al secolo Francesco Pelle, è un'altra cosa, una sceneggiatura tutta da scrivere. La sua latitanza durata un anno, è stato arrestato in questi giorni in una clinica a Pavia, è una latitanza di un uomo sulla carrozzina dal luglio 2006, quando un cecchino lo colpì mentre era affacciato al balcone. Pelle si è fatto curare, assistere fino a raggiungere la struttura ospedaliera lombarda dove sotto falso nome 'Pasqualino' studiava come evitare intercettazioni e l'arresto. Era ricercato per la strage di Natale, ora è in manette, ma per un anno è girato da latitante in carrozzina per l'Italia.
Tutti i dettagli nell'intervista ad Enrico Fierro, giornalista ed esperto di mafia calabrese, realizzata da Nello Trocchia per Econews.
Alitalia, intervista a Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil
Stanno dando la colpa alla Cgil. Un tentativo di annientare il più grande sindacato dei lavoratori italiani dopo che la CAI ha ritirato l'offerta per Alitalia. Simone Luciani, di Econews, intervista il segretario Confederale della Cgil Fabrizio Solari
Caso Alitalia: intervista a Renata Polverini, segretaria generale UGL
Il caso Alitalia dopo la rottura. In una intervista al segretario nazionale dell'Ugl Renata Polverini, il parere di uno dei sindacati che era disponibile all'accordo con CAI. L'intervista è realizzata da Simone Luciani per Econews
Attacco alle Torri Gemelle, edizione straordinaria del Tg1
L'edizione straordinaria del Tg1 dell'11 settembre 2001. Arriva la notizia in Italia degli attacchi terroristici alle Torri Gemelle di New York. E' l'inizio della giornata più lunga per gli Stati Uniti d'america.
Vicenza - Cariche inaudite contro i No dal Molin
Sabato scorso, il 7 settembre, due violente cariche della polizia contro i manifestanti del Presidio NO Dal Molin hanno inaugurato,dopo più di due anni di mobilitazioni pacifiche,l’autunno “rovente” di Vicenza. Molti i feriti e i contusi tra i manifestanti, due tra i poliziotti. Mai prima di quel giorno c’erano stati interventi così pesanti , improvvisi, ingiustificabili da parte delle forze dell’ordine.
ALEMANNO E LE LEGGI RAZZIALI
Alemanno ci spiega che il Fascismo non fu il male assoluto, bensì un fenomeno piu' complesso.. Un fenomeno complesso che promulgò le leggi razziali e numerosi regi decreti razzisti.. Vergogna!
Non c'è pericolo, la canzone di Lino Volpe contro le morti sul lavoro
Una canzone contro le morti sul lavoro. Lino Volpe ringrazia tutti quelli che hanno ospitato sul loro sito questa canzone. Un ringraziamento speciale agli amici Marco Bazzoni, Beppe Grillo, Francesco Fiore, PCLM TV, Rifondazione Comunista, Associazione Ilaria Alpi, Articolo 21, Genova chiama,Filea.
Testo e Musica di Lino Volpe, Arrangiamenti di Pino Tafuto
Registrato il 17-18 Marzo 2008 presso "IL PARCO" da Carlo Gentiletti
Pianoforte - Pino Tafuto
Contrabbasso - Aldo Vigorito
Batteria - Sergio Di Natale
Violoncello - Giuseppe Nastro
Tromba - Gianfranco Campagnoli
Chitarre - Lino Esposito
La mafia che ammazzava i giornalisti
Questo video educational è a ricordo di quei giornalisti che, piu o meno sulla scia di Peppino Impastato, sono morti orribilmente assassinati dalla mafia, per aver cercato di scrivere (e di comunicarci) la nuda verità. Vorrei anche sottolineare che altri giornalisti, per non incorrere nella stessa sorte, hanno cercato (come dice il video) di denigrare pubblicamente tali eroi o semplicemente di tacere e negare la memoria che si deve loro.
I veri motivi della guerra di Putin alla Georgia
Il conflitto in Ossezia e la guerra in Georgia e nel Caucaso hanno delle ragioni diverse da quelle di un indipendentismo più o meno acceso. E' il controllo energetico. Così lo spiega un servizio del Tg3
Nei nostri occhi - la tragedia del Darfur
Versione in italiano del documentario di Refugees International : "On our watch", sul conflitto in Darfur.
Traduzione a cura di Emanuele - www.cattivamaestra.it - per Italian Blogs for Darfur.
Barak Obama, accetto di essere il candidato per le presidenziali - ultima parte
Barak Obama accetta la candidatura della Convention del Partito Democratico alle elezioni per il Presidente degli Stati Uniti. Questo il discorso di Denver di accettazione della Candidatura
Barak Obama, accetto di essere il candidato per le presidenziali - parte quarta
Barak Obama accetta la candidatura della Convention del Partito Democratico alle elezioni per il Presidente degli Stati Uniti. Questo il discorso di Denver di accettazione della Candidatura
Barak Obama, accetto di essere il candidato per le presidenziali - parte terza
Barak Obama accetta la candidatura della Convention del Partito Democratico alle elezioni per il Presidente degli Stati Uniti. Questo il discorso di Denver di accettazione della Candidatura
Barak Obama, accetto di essere il candidato per le presidenziali - seconda parte
Barak Obama accetta la candidatura della Convention del Partito Democratico alle elezioni per il Presidente degli Stati Uniti. Questo il discorso di Denver di accettazione della Candidatura
Barak Obama: accetto di essere il candidato alle presidenziali
Barak Obama accetta la candidatura della Convention del Partito Democratico alle elezioni per il Presidente degli Stati Uniti. Questo il discorso di Denver di accettazione della Candidatura
L'omicidio di Pio La Torre tratto dal film "Il capo dei capi"
Sempre tratto dal film "Il Capo dei Capi" la ricostruzione dell'omicidio di Pio La Torre. Pio La Torre venne assassinato dalla mafia nel 1982. Questa la ricostruzione dell'ordine con cui Totò Riina condannò a morte il leader del Pci siciliano. In questi giorni a Comiso vogliono togliere l'intitolazione del locale aeroporto.
L'omicidio di Pio La Torre tratto dal film "Il capo dei capi"
Pio La Torre venne assassinato dalla mafia nel 1982. Questa la ricostruzione dell'ordine con cui Totò Riina condannò a morte il leader del Pci siciliano. In questi giorni a Comiso vogliono togliere l'intitolazione del locale aeroporto.
Contro la legge sulle intercettazioni telefoniche
I cronisti italiani scendono in piazza per protestare contro il ddl Alfano sulla legge che interviene sulle intercettazioni telefoniche. In questo lungo servizio il perchè della protesta contro una legge che impedisce ai giornalisti di fare il proprio mestiere e ai cittadini di essere informati.
L'editto Bulgaro e la censura di Silvio Berlusconi
La ricostruzione, tratta dal film documentario di Sabina Guzzanti "Viva Zapatero" dell'editto bulgaro e della censura in Italia sotto il secondo governo Berlusconi. Nel reportage anche l'assemblea dell'associazione Articolo 21 con un accorato appello del giornalista del Corriere della Sera Pieroni
Chi è Silvio Berlusconi - sesta e ultima parte
Citizen Berlusconi (il presidente e la stampa) è un documentario del 2003, diretto da Andrea Cairola e Susan Gray.
Si tratta di inchiesta giornalistica prodotta dalla televisione pubblica norvegese, programmato da diverse emittenti americane ed europee; finora non è ancora andato in onda su un emittente televisiva italiana. Si tratta di un'analisi approfondita e documentata dell'ascesa del cavaliere dalla televisione al vertice del governo italiano. Contro questo documentario si sono mossi all'estero anche ambienti diplomatici di Roma tentando di evitarne la diffusione giacche vi ravvisavano contenuti:"altamente compromettenti e non accettabili in uno stato democratico per chi ricopre cariche pubbliche"; tuttavia è andato in onda in molti paesi in cui la libertà di stampa e di espressione non è ostruita od ostracizzata inoltre ne è possibile la reperibilità anche in versione italiana liberamente tramite alcuni siti internet.
Questo documento è stato trasmesso per la prima volta il 21 agosto 2003 nel corso del programma Wide Angle di Thirteen/Wnet New York, la maggior emittente della tv pubblica americana Pbs.
Chi è Silvio Berlusconi - quinta parte
Citizen Berlusconi (il presidente e la stampa) è un documentario del 2003, diretto da Andrea Cairola e Susan Gray.
Si tratta di inchiesta giornalistica prodotta dalla televisione pubblica norvegese, programmato da diverse emittenti americane ed europee; finora non è ancora andato in onda su un emittente televisiva italiana. Si tratta di un'analisi approfondita e documentata dell'ascesa del cavaliere dalla televisione al vertice del governo italiano. Contro questo documentario si sono mossi all'estero anche ambienti diplomatici di Roma tentando di evitarne la diffusione giacche vi ravvisavano contenuti:"altamente compromettenti e non accettabili in uno stato democratico per chi ricopre cariche pubbliche"; tuttavia è andato in onda in molti paesi in cui la libertà di stampa e di espressione non è ostruita od ostracizzata inoltre ne è possibile la reperibilità anche in versione italiana liberamente tramite alcuni siti internet.
Questo documento è stato trasmesso per la prima volta il 21 agosto 2003 nel corso del programma Wide Angle di Thirteen/Wnet New York, la maggior emittente della tv pubblica americana Pbs.
Chi è Silvio Berlusconi - quarta parte
Citizen Berlusconi (il presidente e la stampa) è un documentario del 2003, diretto da Andrea Cairola e Susan Gray.
Si tratta di inchiesta giornalistica prodotta dalla televisione pubblica norvegese, programmato da diverse emittenti americane ed europee; finora non è ancora andato in onda su un emittente televisiva italiana. Si tratta di un'analisi approfondita e documentata dell'ascesa del cavaliere dalla televisione al vertice del governo italiano. Contro questo documentario si sono mossi all'estero anche ambienti diplomatici di Roma tentando di evitarne la diffusione giacche vi ravvisavano contenuti:"altamente compromettenti e non accettabili in uno stato democratico per chi ricopre cariche pubbliche"; tuttavia è andato in onda in molti paesi in cui la libertà di stampa e di espressione non è ostruita od ostracizzata inoltre ne è possibile la reperibilità anche in versione italiana liberamente tramite alcuni siti internet.
Questo documento è stato trasmesso per la prima volta il 21 agosto 2003 nel corso del programma Wide Angle di Thirteen/Wnet New York, la maggior emittente della tv pubblica americana Pbs.
Chi è Silvio Berlusconi - terza parte
Citizen Berlusconi (il presidente e la stampa) è un documentario del 2003, diretto da Andrea Cairola e Susan Gray.
Si tratta di inchiesta giornalistica prodotta dalla televisione pubblica norvegese, programmato da diverse emittenti americane ed europee; finora non è ancora andato in onda su un emittente televisiva italiana. Si tratta di un'analisi approfondita e documentata dell'ascesa del cavaliere dalla televisione al vertice del governo italiano. Contro questo documentario si sono mossi all'estero anche ambienti diplomatici di Roma tentando di evitarne la diffusione giacche vi ravvisavano contenuti:"altamente compromettenti e non accettabili in uno stato democratico per chi ricopre cariche pubbliche"; tuttavia è andato in onda in molti paesi in cui la libertà di stampa e di espressione non è ostruita od ostracizzata inoltre ne è possibile la reperibilità anche in versione italiana liberamente tramite alcuni siti internet.
Questo documento è stato trasmesso per la prima volta il 21 agosto 2003 nel corso del programma Wide Angle di Thirteen/Wnet New York, la maggior emittente della tv pubblica americana Pbs.
Chi è Silvio Berlusconi - seconda parte
Citizen Berlusconi (il presidente e la stampa) è un documentario del 2003, diretto da Andrea Cairola e Susan Gray.
Si tratta di inchiesta giornalistica prodotta dalla televisione pubblica norvegese, programmato da diverse emittenti americane ed europee; finora non è ancora andato in onda su un emittente televisiva italiana. Si tratta di un'analisi approfondita e documentata dell'ascesa del cavaliere dalla televisione al vertice del governo italiano. Contro questo documentario si sono mossi all'estero anche ambienti diplomatici di Roma tentando di evitarne la diffusione giacche vi ravvisavano contenuti:"altamente compromettenti e non accettabili in uno stato democratico per chi ricopre cariche pubbliche"; tuttavia è andato in onda in molti paesi in cui la libertà di stampa e di espressione non è ostruita od ostracizzata inoltre ne è possibile la reperibilità anche in versione italiana liberamente tramite alcuni siti internet.
Questo documento è stato trasmesso per la prima volta il 21 agosto 2003 nel corso del programma Wide Angle di Thirteen/Wnet New York, la maggior emittente della tv pubblica americana Pbs.
Chi è Silvio Berlusconi - Prima parte
Citizen Berlusconi (il presidente e la stampa) è un documentario del 2003, diretto da Andrea Cairola e Susan Gray.
Si tratta di inchiesta giornalistica prodotta dalla televisione pubblica norvegese, programmato da diverse emittenti americane ed europee; finora non è ancora andato in onda su un emittente televisiva italiana. Si tratta di un'analisi approfondita e documentata dell'ascesa del cavaliere dalla televisione al vertice del governo italiano. Contro questo documentario si sono mossi all'estero anche ambienti diplomatici di Roma tentando di evitarne la diffusione giacche vi ravvisavano contenuti:"altamente compromettenti e non accettabili in uno stato democratico per chi ricopre cariche pubbliche"; tuttavia è andato in onda in molti paesi in cui la libertà di stampa e di espressione non è ostruita od ostracizzata inoltre ne è possibile la reperibilità anche in versione italiana liberamente tramite alcuni siti internet.
Questo documento è stato trasmesso per la prima volta il 21 agosto 2003 nel corso del programma Wide Angle di Thirteen/Wnet New York, la maggior emittente della tv pubblica americana Pbs.
Yes We Can
Yes, We Can! - Si, Se Puede!
Song & video, featuring a star cast, by will.i.am of The Black Eyed Peas. Inspired by Barack Obama's 'Yes We Can' speech.
Dalla rete di Articolo 21




