| Venerdì, 10 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 16:00
Quando scappa con la madre per la prima volta, Simret è poco più che una bambina. Destinazione: Sudan. Nel 2005 un nuovo viaggio con altri migranti porta le due donne in Libia, verso l’Europa. Proprio nel deserto libico la madre muore. La ragazza, lacerata dal dolore, è costretta a proseguire, ma da quel momento inizia a scriverle una serie di lettere commoventi.
Il viaggio, alla fine, la condurrà fino a Roma e a una nuova vita.
Una testimonianza eccezionale e attualissima
Michele Colloca, ingegnere biomedico e ricercatore presso l’Università “La Sapienza”, e Mussie Zerai Yosief, studente di teologia, collaborano con l’Agenzia Habeshia di Roma, organizzazione per l’assistenza a rifugiati e richiedenti asilo politico di cui Mussie è anche fondatore.
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