| Sabato, 04 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 10:51
Case di avversari politici demolite dalle ruspe, concorrenti alla carica di sindaco intimiditi con manifesti di morte, vigili urbani affiliati ai clan, omicidi in comune, piani regolatori stabiliti nelle abitazioni dei boss. Storie dall'Italia dei comuni sciolti per mafia, storie che raccoglie nel suo primo libro il giornalista freelance Nello Trocchia. Federalismo criminale è un viaggio nei comuni dove governano le organizzazioni criminali con la politica che si offre al gioco, collusa, o banchetta e spartisce gli affari. Per la prima volta in un libro un filo rosso dal 1991 ad oggi traccia un bilancio di 17 anni di applicazioni di questo strumento normativo che consente l'azzeramento dei consigli comunali. 185 decreti di scioglimento, tra cui due asl e una azienda provinciale sanitaria coinvolta. Sono 27 i comuni sciolti due volte, per realizzare la massima del procuratore Antimafia Grasso 'in alcuni comuni è lo stato che deve infiltrarsi'. Storie di democrazia sospesa e di una politica che, sprezzante, a distanza di anni torna in sella. Decreti e documenti impolveriti che l’autore ha raccolto e raccontato, unendo la ricerca all’indagine giornalistica. Storie di cavalli di ritorno dalla Sicilia alla Campania, fino alla Roma di Alemanno. A rimetterci i cittadini. In 17 anni sono stati più di due milioni e mezzo le persone coinvolte da questi azzeramenti. Lo scioglimento di un comune conduce al commissariamento dell'ente. Democrazia in panne, servizi sospesi; in alcuni comuni l'acqua non la pagano neanche gli amministratori locali. Appalti dati in gestione a ditte in odore di mafia come i servizi pubblici, dalle mense scolastiche al mercato del pesce, fino ai bandi di servizio civile. Chi non rispetta la legge del baratto, ‘nessun servizio nessuna tassa’, paga con la vita. Le intimidazioni aumentano, un cavallo ammazzato, la macchina che brucia, messaggi di morte. In cima alla classifica dei comuni sciolti la Campania; non sarà un caso se nella recente audizione dell'Antimafia, il procuratore capo della Repubblica di Napoli, Giandomenico Lepore, ha parlato di un 30% di politici collusi con la camorra.
Federalismo criminale è una provocatoria analisi, una ricostruzione fedele di 17 anni di demolizione dello stato di diritto, nell'indifferenza generale. Non c'è bisogno del voto del parlamento o del referendum confermativo, quello criminale è il primo federalismo compiuto. Pezzo a pezzo le mafie hanno divorato il territorio. Oltre agli appalti, alle intimidazioni c'è la sistematica devastazione del territorio. Nel 70% dei casi tra le ragioni degli scioglimenti c'è la demolizione dell'ambiente, di quel che resta del Belpaese. Le ditte di rifiuti in mano ai clan, abusivismo edilizio, cementificazione selvaggia, piani regolatori sotto controllo mafioso. Un viaggio che racconta l’Italia annientata e l’altra che guarda indifferente. Federalismo criminale ha ricevuto nell’ottobre scorso, come opera di ricerca universitaria, la menzione al premio ‘Giancarlo Siani’ 2008.
L’autore Nello Trocchia è nato a Nola, in provincia di Napoli, ventisei anni fa. Negli anni ha collaborato con Liberazione, il manifesto, La Voce della Campania, Calabria Ora, L’espresso. In radio ha curato e condotto una trasmissione sul fenomeno mafioso e la corruttela politica. Attualmente lavora a Roma nell’agenzia di informazione Econews e scrive per Narcomafie e La voce delle voci.
Nello Trocchia
Federalismo criminale
pp. 384
€ 15.00
Nutrimenti editore
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