| Domenica, 12 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
“ Rivolgiamo un accorato appello al Presidente Dmitrij Medvedev perché, dopo aver dichiarato la fine della Guerra in Cecenia, voglia mettere fine anche a quella contro i giornalisti che ha provocato decine e decine di vittime nella Federazione Russa lasciando impuniti gli assassini “. Questo il testo dell’appello diffuso oggi dall’esecutivo di Information Safety and Freedom, l’associazione internazionale che quest’anno ha organizzato due iniziative per la celebrazione della 19° Giornata ONU per la libertà di stampa ( a Bologna il 3 maggio e a Firenze il 4 ) con la partecipazione del giornalista Andrey Shary dedicandole al “ Caso russo “.
“ Secondo le associazioni dei giornalisti russe, sono oggi già più di duecento i colleghi che sono stati assassinati nel corso dell’ultimo decennio – prosegue la nota di ISF – e solo nell’ultima settimana si contano almeno sette nuove aggressioni. Secondo i dati delle stesse autorità della Federazione Russa l’80 per cento dei responsabili dei casi di omicidio vengono identificati, condannati e imprigionati, Ma quando le vittime sono giornalisti, la percentuale scende al 10 per cento. Uccidere un giornalista nella Federazione Russa è un crimine cui viene garantita quasi sempre l’impunità. E’ difficile anche la raccolta dei dati e la classificazione delle aggressioni ai colleghi, perché la polizia apre le indagini, ma le chiude sempre attribuendole a questioni private “.
“ Dall’italiano Antonio Russo, trovato cadavere sulla strada per Tblisi nel 2000 , ad Anna Politkovaskaija, fino al collega Iaroslav Iarochenko, tuttora in coma dopo l’aggressione subita il 29 aprile a Rostov , come per molte altre vittime di questa carneficina, - prosegue il comunicato dell’esecutivo di ISF - il movente è da ricercarsi evidentemente nella loro attività professionale che aveva denunciato le illegalità compiute dall’esercito russo in Cecenia e le vicende di corruzione collegate a potenti locali o nazionali “.
“ Facendo riferimento alle sue ripetute dichiarazioni in merito alla necessità di garantire la sicurezza dei giornalisti e l’effettivo esercizio delle libertà di stampa nella Federazione Russa – conclude la nota di Information Safety and Freedom –
ci rivolgiamo a Lei, signor Medvedev, perché voglia dar seguito a questi impegni e voglia porre termine a una carneficina che nuoce all’immagine del suo Paese collocandolo in testa alla lista dei più pericolosi del mondo per i giornalisti e tra gli ultimi per l’esercizio della libertà di stampa “.
Information Safety and Freedom ringrazia l’INPGI, gli Ordini professionali di Toscana ed Emilia Romagna , il Consiglio regionale della Toscana e la Rivista Testimonianze per la collaborazione alle iniziative di questo 3 e 4 maggio.
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