| Domenica, 12 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
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di Giulia Fresca
«Ben vengano gli accordi economici ed i trattati di amicizia tra l’Italia e la Libia, così come d’altronde è sempre accaduto con i Paesi arabo-musulmani, ma un conto sono gli interessi economici e un altro sono atti gratuiti di folklore presuntuoso, pretestuoso e umiliante verso la cultura millenaria occidentale che, spero, da oggi in poi ci vengano risparmiati». A dirlo Souad Sbai, parlamentare di Futuro e Libertà che rincara: «Nonostante il nostro Paese abbia sempre stretto patti con altri Stati arabi come, ad esempio, l’Arabia Saudita, la Siria, il Kwait, la Giordania, il Marocco, ed altri, non si è mai giunti a esternazioni simili a quelle fatte da Gheddafi. Purtroppo il Governo italiano o il Presidente del Consiglio Berlusconi non sono in grado di prevedere il suo pensiero, difficile da intercettare persino dagli altri Paesi arabo-musulmani e dagli stessi libici, popolo meraviglioso e notoriamente molto paziente. Affermare che l’Islam debba diventare la religione di tutta l’Europa è un’opinione molto personale. L’ipotesi di reislamizzare l’Europa non è una novità, ma risale agli anni ’30 del Novecento e rappresenta un disegno degli estremisti che da allora ha sempre avanzato. Il consiglio che mi permetto di dare al signor Muammar Gheddafi (Re dei Re) è di leggere il Corano con più attenzione: mi riferisco al versetto 285 dell’ultima Sura della Vacca da cui è facile evincere come l’Islam autentico abbia un grande rispetto per tutte le altre religioni e per i loro profeti e chi non dimostra tale rispetto non è e non può essere un buon musulmano. Le affermazioni fatte ieri non aiutano di certo i musulmani che vivono all’estero, soprattutto i moderati che da anni lavorano a favore del dialogo inter-religioso e che rischiano non solo di venire guardati con ostilità, ma di diventare preda di interpretazioni erronee ed errate della dottrina islamica, cadendo nella morsa dell’odio, della confusione e di pericolose dispute che possono sfociare in veri e propri conflitti. Per quello che concerne l’invito alle 500 donne presenti ieri all’incontro con Gheddafi- ha concluso la Sbai- in quanto donna, ritengo l’iniziativa deprimente e credo che si commenti da sola».
Giulia Fresca
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