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| Sabato, 11 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
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Articolo 21 - Editoriali
Agosto periglioso per la rete
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di Vincenzo Vita
Agosto periglioso per la rete, i diritti, le libertà. Botto con effetti speciali di Google, prima Davide e poi diventato Golia. Nato e cresciuto facendo intendere di essere la versione democratica , popolare e neutrale della rete, vero ‘motore di ricerca’, ora si riscopre capitalista alla ennesima potenza. Tanto per cambiare. Che è successo? Si tratta dell’accordo tra Google e Verizon –colosso della telefonia mobile, il business principale del presente futuro prossimo- per garantire maggiore velocità di accesso agli utenti paganti…. Ecco, in una versione persino da scuola, il digital divide. Oltre a quello tra Nord e Sud del mondo, c’è anche –nel vasto universo nordista- il divario tra chi ha e chi non ha. Una miscela davvero esplosiva.
E’ il tema, in Italia negletto perché qui siamo ancora dentro l’oppressiva immanenza della televisione generalista, della ‘neutralità’ della rete. Se ne parla diffusamente negli Stati uniti, da Obama e Lessig ( suo importante collaboratore sulla materia dei diritti della rete, ivi compreso il nuovo modello di copyright) in poi. Non se ne parla, purtroppo, nei paesi della censura: dalla Cina, alla Corea del Nord, all’Iran. E l’Italia si sta iscrivendo al ristretto terribile club dei repressori. Vedi il ddl Alfano sulle intercettazioni telefoniche, che equipara assurdamente i blog alla carta stampata per la rettifica, o il vecchio desueto decreto Pisanu su WiFi, inutilmente occhiuto. Da abolire, lanciando un’apposita campagna abrogativa, iniziando -invece- il dibattito parlamentare sulla proposta depositata più di un anno fa al Senato sulla neutralità della rete. Dopo un confronto di mesi nella rete medesima. La terza camera virtuale.
Così, non sfugga la gravità delle ipotesi contenute nel cosiddetto ‘progetto Azuni’ del ministro Brunetta. Sull’argomento di una delle sue deleghe rimasto ‘fannullone’, fino al punto di far perdere all’Italia il coordinamento –in capo a Stefano Rodotà- del gruppo su internet delle Nazioni Unite (Igf).
E, ora, nell’improvviso risveglio, preso da un non insolito spirito autoritario. La destra non vuole, non sopporta, non regge culturalmente la rete libera. 2.0. La bizzaria dell’ennesimo conflitto di interessi? Si deregolamenta la televisione, si regola con criteri molto discutibili internet. In quale secolo vive Brunetta? Eppoi, non è ridicolo rendere pubblico il codice il 4 agosto, indicando un solo mese di consultazione pubblica?
E’ il tema, in Italia negletto perché qui siamo ancora dentro l’oppressiva immanenza della televisione generalista, della ‘neutralità’ della rete. Se ne parla diffusamente negli Stati uniti, da Obama e Lessig ( suo importante collaboratore sulla materia dei diritti della rete, ivi compreso il nuovo modello di copyright) in poi. Non se ne parla, purtroppo, nei paesi della censura: dalla Cina, alla Corea del Nord, all’Iran. E l’Italia si sta iscrivendo al ristretto terribile club dei repressori. Vedi il ddl Alfano sulle intercettazioni telefoniche, che equipara assurdamente i blog alla carta stampata per la rettifica, o il vecchio desueto decreto Pisanu su WiFi, inutilmente occhiuto. Da abolire, lanciando un’apposita campagna abrogativa, iniziando -invece- il dibattito parlamentare sulla proposta depositata più di un anno fa al Senato sulla neutralità della rete. Dopo un confronto di mesi nella rete medesima. La terza camera virtuale.
Così, non sfugga la gravità delle ipotesi contenute nel cosiddetto ‘progetto Azuni’ del ministro Brunetta. Sull’argomento di una delle sue deleghe rimasto ‘fannullone’, fino al punto di far perdere all’Italia il coordinamento –in capo a Stefano Rodotà- del gruppo su internet delle Nazioni Unite (Igf).
E, ora, nell’improvviso risveglio, preso da un non insolito spirito autoritario. La destra non vuole, non sopporta, non regge culturalmente la rete libera. 2.0. La bizzaria dell’ennesimo conflitto di interessi? Si deregolamenta la televisione, si regola con criteri molto discutibili internet. In quale secolo vive Brunetta? Eppoi, non è ridicolo rendere pubblico il codice il 4 agosto, indicando un solo mese di consultazione pubblica?
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