| Domenica, 12 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
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di Giuseppe Giulietti
Il bavaglio è diventato un bavagliolo? Mai come in questo caso sarà opportuno usare la prudenza, leggere il testo virgola per virgola, e valutarne gli effetti sul diritto alla legalità e sul diritto all’informazione. Passati i primi entusiasmi per i nuovi emendamenti presentati dal governo si fa ora strada una riflessione più meditata.
Dai magistrati e dai costituzionalisti si alza un coro di critiche per tutta la parte relativa all'esercizio dell'attività ispettiva e repressiva da parte dei giudici e delle forze di polizia.
Il testo così come è scritto, anche nella nuova versione, non garantirebbe la sicurezza pubblica e non risponderebbe alle necessità di una più efficace lotta contro le mafie e contro le cricche e le logge che stanno cercando di infeudare le istituzioni e di condizionarne il funzionamento.
Allo stesso modo il nuovo testo, pur introducendo l'udienza filtro, non rassicura affatto chi si batte per la libertà di informazione. Per quale ragione non è stato fissato un termine entrato il quale l'udienza filtro dovrà svolgersi? E se l’udienza, per i più diversi motivi, dovesse essere rinviata di mese in mese? Ed ancora, se le parti dovessero concordare il rito abbreviato che fine faranno i testi delle intercettazioni, compresi quelli che potrebbero rivestire un particolare interesse pubblico?
Non riusciamo a comprendere, inoltre, per quale ragione il cronista dovrebbe pubblicare solo un sunto delle intercettazioni che potranno essere rese pubbliche, se tali testi saranno pubblicabili per quale motivo si vuole levare al giornalista il diritto dovere di scegliere cosa e come pubblicare?
Resta, infine, il nodo degli interventi normativi previsti per la rete e la loro sostanziale equiparazioni ai siti editoriali compresa le modalità della applicazioni dell'istituto della rettifica, per fare un solo esempio.
Come si può pensare, anche dal punto di vista puramente tecnico e tecnologico, di equiparare un blog o un sito a realtà totalmente diverse per natura, per organizzazione, per modalità di funzionamento? Se le nuove norme dovessero essere approvate potrebbero determinare un pericoloso clima censorio e indurre in tentazione chi continua a covare il sogno di mettere le brache alla rete e di metterla sotto tutela.
Per tutte queste ragioni sarà bene non abbassare la guardia, proseguire nelle iniziative, continuare nella pressione internazionale e nazionale, stare con gli occhi aperti, perché Berlusconi non ha ancora deciso cosa fare e potrà riservarci ogni tipo di sorpresa. Qualche ora fa ci ha fatto sapere che non sarebbe soddisfatto del nuovo testo e che ne avrebbe piene le scatole delle mediazioni, per una volta ci sentiamo di dargli un consiglio: se davvero è così insoddisfatto dei bavaglino, costringa i suoi a ritirare il testo, lo faccia buttare in una discarica di Arcore, per una volta non avremmo esitazione a solidarizzare con lui.
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