| Domenica, 12 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
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di Pietro Marcenaro*
L'audizione dell'Alto commissario dell'Onu per i Diritti Umani Navy Pillay è stata particolarmente tempestivo perché l'Italia è sottoposta da tempo all'osservazione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, nell'ambito della procedura UPR (Universal Periodic Review) iniziata a febbraio e che avrà termine a giugno 2010. L'augurio è che il monito rivolto dal Commissario all'Italia non rimanga inascoltato.
La visita di questo importante esponente delle Naioni Unite è un'occasione importante per trovare le risposte a quegli interrogativi e a quelle raccomandazioni che l'Onu rivolge da tempo al nostro Paese.
Le parole della Pillay assumono quindi un valore importante per il ruolo e la funzione che l'italia può svolgere nella comunità internazionale riparando a quei ritardi che ha via via accumulato sul fronte della promozione e della tutela dei diritti umani. Un'analisi approfondita di tutto l'arco dei temi sui quali si verifica, secondo gli standard internazionali, il grado di rispetto dei diritti umani e la qualità della democrazia e dello stato di diritto di un Paese, può aiutare anche l'Italia a capire dove sta andando.
La tutela dei migranti e dei richiedenti asilo, la condizione dei detenuti e delle minoranze rom e sinti, il ritardo nell'adempimento della Risoluzione 48/134 del 1993 dell'Assemblea Generale dell'Onu che prescrive la costituzione di un'Autorità indipendente per la promozione e la tutela dei diritti umani, il mancato recepimento del Protocollo Opzionale alla Convenzione Contro la Tortura e il ritardo nella ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa contro la tratta di esseri umani, sono questioni sulle quali non si può più temporeggiare. Così come non si possono ignorare i numerosi episodi di razzismo e xenofobia cui assistiamo nel nostro paese che ha ora l'occasione per affrontare in modo costruttivo i tanti problemi aperti e per dare ad essi risposte positive.
Il lavoro della commissione Diritti Umani del Senato, che nei mesi scorsi aveva recepito e anticipato molti degli argomenti che ora sono posti in grande evidenza, sarà ispirato a questo indirizzo e sarà impegnato in questa direzione a partire dai provvedimenti che sono già all'esame del Parlamento.
*Presidente della Commissione Diritti Umani
Del Senato della Repubblica
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