| Domenica, 12 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
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di Gianni Rossi
R. Premesso che il problema è il regolamento della commissione di Vigilanza, sicuramente c’era una altra possibilità: quella di mandare in onda i programmi di approfondimento informativo senza ospitare politici e senza toccare temi sensibili dal punto di vista elettorale. Anzi, trovo che sarebbe stato interessante vedere che effetto avrebbe fatto ai telespettatori assistere a programmi politici senza i politici.
D. Ora siamo senza questi programmi e senza nemmeno le tribune elettorali!R. Qui veramente la scelta del Direttore generale della Rai, Masi, è stata completamente sbagliata. Non vedo perché non si sia andati in onda con le trasmissioni informative fino al momento in cui che non si potranno svolgere le tribune elettorali.
D. C’è l’ipotesi, secondo alcuni giuristi e associazioni consumereste, di arrecare un danno erariale all’azienda.R. Il vero danno lo fa il regolamento, quando impone di mettere le trasmissioni di comunicazione politica, cioè le tribune, al posto delle trasmissioni come Annozero e Ballarò, o comunque in fasce di analogo ascolto. Detto questo, penso che il danno sarebbe stato minore, se quelle trasmissioni si fossero mantenute e se per le tribune elettorali si fossero individuate le fasce analoghe ma più deboli delle reti.
D Ha un’idea su come poter riprendere queste trasmissioni?R. Non mi illudo sul ripensamento del CDA della RAI, se non nel caso di un pronunciamento del TAR favorevole alle televisioni private, visto che l’AGCOM ha imposto a loro le stesse regole… Credo, però, che si possano utilizzare gli spazi informati appartenenti ai TG e anche ad altre trasmissioni che rimangono in onda , se non per recuperare quelle trasmissioni, almeno per garantire degli spazi di approfondimento per i cittadini.
D. Chi ci guadagna da questa censura della RAI?R. Sicuramente ci perde il paese. Ci perde la RAI. Ci guadagnano coloro che vogliono affossare la “par condicio” nella sua versione corretta. E tutti quelli che pensano che l’unica informazione che si debba avere in Tv sia quella gestita dai governi e dai partiti.
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