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| Domenica, 12 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
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Articolo 21 - Editoriali
Editoria: liniziativa unitaria degli operatori per salvare pluralismo ed occupazione
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di Mediacoop
Si è svolto ieri, presso la sede della FNSI, l’assemblea dei CDR dei giornali cooperativi, non profit e di partito sulla vicenda dei contributi all’editoria. Oltre alla FNSI, che aveva convocato l’incontro, hanno partecipato anche Articolo21 e Mediacoop.
La drammaticità della situazione è stata fortemente presente in tutti gli intervenuti: la cancellazione retroattiva per il 2009, del diritto soggettivo, infatti, mette in crisi la maggioranza delle 92 testate ammesse a contributo. Delle conseguenze di tale situazione sembra non rendersi conto il sottosegretario Bonaiuti che si impegna elusivamente a convocare, entro giugno, gli Stati Generali dell’editoria come luogo di confronto sulle prospettive. A giugno si rischia di arrivare con una buona parte delle testate interessate già chiuse.
C’è una esigenza improcrastinabile, dunque. Occorre risolvere subito il problema della conferma per i prossimi due anni del diritto soggettivo. In questo modo si avrà il tempo necessario per individuare contenuti e percorsi condivisi per porre mano ad una riforma di sistema e per approvare un Regolamento rigoroso che, nel contempo, consenta risparmi per le casse dello Stato ed alle imprese di adeguarsi alle nuove disposizioni.
Torniamo a sottolineare che, con il comma 62 dell’art. 2 della legge finanziaria 2010, si tagliano retroattivamente i contributi del 2009 - risorse correttamente contabilizzate nei bilanci delle aziende sulla base della precedente normativa ed in particolare di quanto stabilito dalla legge n. 99 del 23 luglio 2009, ulteriormente ribadito dal Regolamento attualmente in discussione in Parlamento - rendendo impossibile per molti di approvare i bilanci. La conseguenza di una immediata stretta creditizia impedirà qualunque gestione aziendale e costringerà gran parte delle aziende a chiudere i battenti.
Per queste ragioni si è dato vita ad un coordinamento dei soggetti interessati e delle loro rappresentanze per sostenere, in Parlamento e nel Paese, tutte le iniziative necessarie per sventare un così duro colpo al pluralismo dell’informazione ed alla democrazia del Paese.
Tutto ciò a partire dall’occasione del passaggio alla Camera del Decreto “Milleproroghe”. Certo, il tempo è ristretto, ma sarebbe più che sufficiente se ci fosse la volontà politica di porre riparo a questa drammatica congiuntura. Spetta soprattutto al Governo prendere fino in fondo consapevolezza della gravità della situazione e proporre una rapida soluzione rispettando, correttamente e doverosamente, la volontà del Parlamento che in tale direzione si è più volte ed unitariamente espresso.
La drammaticità della situazione è stata fortemente presente in tutti gli intervenuti: la cancellazione retroattiva per il 2009, del diritto soggettivo, infatti, mette in crisi la maggioranza delle 92 testate ammesse a contributo. Delle conseguenze di tale situazione sembra non rendersi conto il sottosegretario Bonaiuti che si impegna elusivamente a convocare, entro giugno, gli Stati Generali dell’editoria come luogo di confronto sulle prospettive. A giugno si rischia di arrivare con una buona parte delle testate interessate già chiuse.
C’è una esigenza improcrastinabile, dunque. Occorre risolvere subito il problema della conferma per i prossimi due anni del diritto soggettivo. In questo modo si avrà il tempo necessario per individuare contenuti e percorsi condivisi per porre mano ad una riforma di sistema e per approvare un Regolamento rigoroso che, nel contempo, consenta risparmi per le casse dello Stato ed alle imprese di adeguarsi alle nuove disposizioni.
Torniamo a sottolineare che, con il comma 62 dell’art. 2 della legge finanziaria 2010, si tagliano retroattivamente i contributi del 2009 - risorse correttamente contabilizzate nei bilanci delle aziende sulla base della precedente normativa ed in particolare di quanto stabilito dalla legge n. 99 del 23 luglio 2009, ulteriormente ribadito dal Regolamento attualmente in discussione in Parlamento - rendendo impossibile per molti di approvare i bilanci. La conseguenza di una immediata stretta creditizia impedirà qualunque gestione aziendale e costringerà gran parte delle aziende a chiudere i battenti.
Per queste ragioni si è dato vita ad un coordinamento dei soggetti interessati e delle loro rappresentanze per sostenere, in Parlamento e nel Paese, tutte le iniziative necessarie per sventare un così duro colpo al pluralismo dell’informazione ed alla democrazia del Paese.
Tutto ciò a partire dall’occasione del passaggio alla Camera del Decreto “Milleproroghe”. Certo, il tempo è ristretto, ma sarebbe più che sufficiente se ci fosse la volontà politica di porre riparo a questa drammatica congiuntura. Spetta soprattutto al Governo prendere fino in fondo consapevolezza della gravità della situazione e proporre una rapida soluzione rispettando, correttamente e doverosamente, la volontà del Parlamento che in tale direzione si è più volte ed unitariamente espresso.
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