| Martedì, 16 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento: 00:11
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di UISP
L'Uisp aderisce all'appello "Non chiudete quelle sedi",
lanciato da Fnsi, Usigrai, Articolo 21 e altre associazioni, e critica la
possibilità che il CdA della Rai proceda alla chiusura di cinque sedi estere
e di Rai Med. Guarda caso si tratta di sedi in Africa, America Latina, Medio
Oriente ed India, aree del mondo in via di sviluppo, dove più intensa è
l'attività delle Ong e della cooperazione internazionale, dove le ferite
sociali sono più gravi.
Alla vigilia di un'importante iniziativa di sport e solidarietà in Africa,
la "Bamako-Dakar", tour ciclistico dal Senegal al Mali per collegare vari
progetti di cooperazione, in quest'area africana vittima di guerre civili e
povertà, l'Uisp chiede al CdA della Rai di tener fede alla missione di
servizio pubblico e di narrazione sociale finalizzata al diritto ad
informare ed essere informati di tutti i cittadini.
Lo sportpertutti e lo sport sociale chiedono che la Rai non tagli i ponti
con realtà che meritano, più di altre, di essere raccontate e conosciute. Le
redazioni Rai a Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires sono
avamposti di competenze ed esperienze maturate negli anni e rappresentano
un tratto distintivo della nostra azienda televisiva di servizio pubblico
nel mondo.
In quelle aree disagiate lo sport è molto spesso un messaggio di amicizia,
di dialogo e di solidarietà che chiediamo possa continuare ad essere
raccontato con autonomia e professionalità dai giornalisti e dai tecnici
Rai.
Infine, d'accordo con il presidente della Fnsi Roberto Natale, ci chiediamo:
"Se confermata, la scelta sarebbe un colpo durissimo alla legittimazione
pubblica della Rai. Tanto più grave se si pensa che la chiusura delle cinque
sedi consentirà un risparmio pressoché equivalente alla spesa che sarà fatta
per scritturare Ron Moss e Raz Degan per lo spettacolo del sabato sera Rai
is 'Beautiful' ".
Rai: no alla chiusura di 5 sedi estere e di Rai Med
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