| Lunedì, 15 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento: 21:16
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di Redazione
E’ un fatto grave -che purtroppo fotografa il clima che oggi si respira in troppe redazioni- quanto è accaduto lunedi scorso a La7.
Bloccare la trasmissione dell’inchiesta sulla presunta trattativa tra mafia e stato a poche ore dalla messa in onda la stessa sera e dopo averla addirittura annunciata nel tg delle 12,30, rappresenta un chiaro atto di censura da parte del direttore Antonello Piroso.
Così come è inaccettabile il tono minaccioso e intimidatorio nei confronti della giornalista autrice dell’inchiesta utilizzato da Piroso nella sua risposta alla legittima richiesta del comitato di redazione di La7, di chiarire le ragioni dello stop del servizio giornalistico.
Sono fatti gravi sempre più frequenti nell’emittenza pubblica e privata che chiamano in causa direttamente il ruolo del sindacato nazionale dei giornalisti e dell’ordine professionale ma che riguardano tutti i cittadini che hanno a cuore la tutela dei principi democratici sanciti dalla Costituzione a cominciare dall’articolo 21 sulla Libertà di stampa…….
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