| Sabato, 11 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 22:56
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di Pietro Nardiello
Quale futuro si prospetta per Le Terre di Don Peppe Diana e per questo Paese in un momento dove sembra che la lotta alla criminalità sia diventata impegno solo per pochi uomini lasciati alla frontiera e dove, poi, l’azione governativa ritiene questo impegno solo come una risposta ad un’emergenza di ordine pubblico è questo un argomento dal quale nessuno più può esimersi dall’affrontarlo. Siamo tutti convocati per sederci intorno ad un tavolo dove discutere.
A Casapesenna, nel casertano, a soli venti passi dal Comune e dal comando dei vigili urbani la casa del latitante Michele Zagaria, boss del clan dei casalesi, è stata confiscata ma è in gran parte affittata ad una banca proprio come quando la stessa era nella sua disponibilità. Li, durante il Festival dell’Impegno Civile, si è discusso per la prima volta di economia pulita e libera dal cappio criminale che fa affari con la mala politica. Qualcuno, però, dovrebbe spiegarci come sia possibile eludere la legge 109 del ’96 rinnegando così l’uso sociale.
Certo, ma se le leggi vengono così elegantemente dribblate quali armi ci restano ancora per pensare ad un Paese libero dalle mafie, dagli stallieri e da uomini con il cappuccio che hanno fatto di questo territorio la pattumiera d’Italia?
“Utilizzo dei pentiti, quelli attendibili ed intercettazioni telefoniche” e non lo sostiene chi come il sottoscritto si sforza di fare al meglio la professione del giornalista ma il procuratore Federico Cafiero de Raho, il giudice della prima sentenza del processo Spartacus al quale, poi, hanno fatto subito eco le voci del questore di Caserta Guido Longo e del Colonnello dei Carabinieri Carmelo Burgio.
Se l’allarme giunge da importanti uomini dello Stato non appare tanto infondata la mobilitazione che “Articolo 21” vorrà animare affinché non venga cancellata da questa nostra Democrazia un’attività che può consentire alla magistratura e alle forze dell’ordine di consegnarci un Paese con meno delinquenti abituati a battere cassa per alimentare i propri squallidi interessi.
Siamo stanchi nelle Terre di Don Peppe Diana di assistere, impotenti, alle straordinarie performance di chi non pensa alla crescita di questo territorio ma solo a quelli delle proprie clientele. Per questi motivi e tanti altri ancora saremo al fianco di Articolo 21 per difendere la nostra libertà, il nostro Paese che vogliamo libero, felice e senza le mafie e quella politica espressione diretta o indiretta di esse.
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