| Venerdì, 10 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 21:27
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di Lorenzo Chiavetta
520. E’ il numero delle vittime causate dagli incidenti sul lavoro in Italia dall’inizio del 2009 ad oggi. Un numero che giorno dopo giorno non accenna ad arrestarsi, in parallelo con quello degli infortuni (di cui si è superata quota 520 mila) e degli invalidi (13 mila).
Ma le Istituzioni? Cosa dicono al riguardo?
Nulla. A parte qualche monito una tantum emesso dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sembra che l’agenda politica del nostro governo, in sintonia con i governi passati, non voglia affrontare, o affronti troppo debolmente, questo tipo di problema. Anche i media non sono esenti da colpe. Le notizie inerenti le morti sul lavoro vengono date sempre più sporadicamente, sia sui giornali che (soprattutto) sui Tg.
Beppe Giulietti, portavoce di “Articolo 21”, al riguardo si è più volte chiesto il “perché si omette di denunciare il bollettino quotidiano di infortuni sul lavoro”, sempre presente sul portale sopracitato. Ma dai vari Minzolini, Mimun, Scalfari e quant’altri, nessuna risposta.
Diventa sempre più difficile, quindi, stimolare operai e datori di lavoro, mai sanzionati come si dovrebbe, verso una più efficace campagna di prevenzione e di sicurezza.
Il tema della sicurezza non deve riguardare solo i “diretti interessati”, ma tutti i cittadini, partendo dai giovani. Ed è per questo che va segnalato l’ultimo “maxi Dylan Dog”, arrivato nelle edicole da qualche giorno. L’albo, edito dalla “Sergio Bonelli Editore” con cadenza annuale, presenta una storia il cui titolo è chiarissimo: “Le morti bianche”. La vicenda, come viene ricordato nell’editoriale di copertina, “affonda la lama negli orrori (purtroppo senza andare troppo lontano dalla realtà)dei cosiddetti “incidenti sul lavoro””. Toccherà a Dylan Dog, infiltrato come operaio in una grossa fabbrica, cercare di capire il perché di tante morti sul lavoro.
Insomma, una storia tutta da leggere dove non mancano le critiche, seppur ermetiche, alla classe imprenditoriale, e si sprona il lettore verso una maggiore sensibilità nei confronti di un tema delicato quanto importante, di cui purtroppo si parla sempre meno.
(lorenzo8619 hotmail.it)
http://informale.ilcannocchiale.it
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