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| Giovedì, 18 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento: 15:55
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Nello Trocchia (Agenzia Econews), intervista Leoluca Orlando sulla vicenda Vigilanza
“ Io ho avuto un atteggiamento rispettoso del ruolo di garanzia al quale ero chiamato ad adempiere e non ho mai fatto una dichiarazione sulla procedura di elezione del presidente della commissione. Faccio parte di una opposizione intransigente, ma rispettosa delle istituzioni”. Leoluca Orlando, interviene ai microfoni di Econews, raccontando questi mesi di attesa per la nomina a presidente della commissione di vigilanza, nomina ‘cassata’. Orlando torna sull’episodio del presunto intervento del presidente del senato. “ A me è stato consigliato di accettare, mi dicevano in via riservata, di incontrare in via del tutto riservata il presidente del consiglio dei ministri. Io ho rifiutato in tutti i modi e a quel punto mi è stato chiesto quanto meno di telefonare al Presidente del consiglio o quanto meno di accettare una telefonata da Berlusconi. Chi mi ha chiesto questo incontro e ha insistito per un contatto con il presidente del consiglio è la seconda carica dello stato, il presidente del senato Renato Schifani”.
“Walter Veltroni ha supportato con lealta' la mia candidatura che era una candidatura rispondente ad un principio: spetta alle opposizioni indicare un rappresentante. Oggi, invece, il rappresentante e' scelto dalle opposizioni ma su suggerimento della maggioranza, con mortificazione della commissione; chi sceglie quel rappresentante e' il presidente del Consiglio, proprietario della prima azienda privata televisiva". Sul 'pizzino' che Latorre, senatore del Pd, avrebbe consegnato ad un esponente della maggioranza, Orlando precisa: "Di fronte al comportamento coerente del segretario Veltroni, l'episodio che mi viene riferito puo' essere definito inciucio, cattiva politica. La vera vittima del comportamento di Latorre e' proprio Veltroni, segretario del partito a cui appartiene il senatore Latorre". Nel consiglio di amministrazione della Rai, l'Idv non vuole entrare, ma cosa propone? Orlando risponde: "Noi siamo fuori dalla commissione di Vigilanza, non vogliamo partecipare alla spartizione di una azienda che e' diventata la cuccia del cane della villa di Arcore di Silvio Berlusconi. Noi consigliamo di fare scelte qualificate, ma anche la mia scelta era qualificata, docente universitario, noto all'estero positivamente, eppure mi hanno trattato come tutti sanno. Mi viene da dire che il consiglio di amministrazione forse sara' offerto a cameriere di veline". Sul parallelo con la vicenda della Corte Costituzionale, Orlando risponde che "Sono due vicende diverse, e' pretestuoso collegare la mia nomina con la elezione del giudice costituzionale. Sono due incarichi diversi; in secondo luogo la elezione del giudice costituzionale deve essere fatta con maggioranza di 2/3 mentre la scelta del presidente di Vigilanza deve essere fatta dall'opposizione, questa e' la prassi che si e' sempre adottata. In terzo luogo, il primo candidato della maggioranza per la Corte costituzionale, se e' vero come e' vero, era un candidato che aveva una nota pendenza giudiziaria che rendeva inopportuna la sua nomina, e inoltre legale di Silvio Berlusconi. Una Corte costituzionale che tra poco sara' chiamata a decidere sulla legittimita' del Lodo Alfano che riguarda l'imputato Berlusconi".





