| Giovedì, 02 Settembre 2010 - Ultimo aggiornamento: 17:10
|
|
|
di Nello Trocchia
Sequestrata nel 1998, confiscata nel 2005. Fino a pochi giorni fa in uso alla 'famiglia' prima del nuovo sequestro disposto dalla guardia di Finanza. E' la storia della principesca villa riconducibile al boss Antonio Iovine, detto 'o ninno, latitante e reggente insieme a Michele Zagaria, l'altro introvabile, del clan dei Casalesi. Una storia che racconta la fragilità e la necessità di un immediato intervento nella normativa che regola il sequestro e la confisca dei beni mafiosi. La villa si trova tra Villa di Briano e Casal di Principe, a pochi metri, dalla serranda dove Federico Del Prete fu ucciso nel 2002. Il sindacalista che aveva osato denunciare gli uomini del clan e si era battuto contro il pizzo.
Un viaggio quello nelle terre del clan che andrà in onda su youdem.tv il prossimo venerdì nell'ambito del programma Cento passi, realizzato con la collaborazione di Liberainformazione. Un viaggio che prepara l'evento del prossimo fine settimana quando a Casale parlerà l'impegno, la società civile e quelle terre diventeranno luogo di confronto e dibattito nel secondo festival dedicato a Don Peppe Diana. Il valore della terra da riconquistare, come quella villa, riportarla alla dimensione naturale, quella della civile convivenza. Dibattiti, spettacoli, concerti. La normalità per riappropriarsi di terre e luoghi per troppi anni abusati e saccheggiati da clan e malapolitica.
La politica. La vicenda della villa manifesta fin dalla sua realizzazione l'importanza nella lotta alla camorra della pubblica amministrazione che deve essere onesta ma soprattutto 'apparire onesta, come ammoniva Paolo Borsellino. Quella villa è sorta senza nessuna autorizzazione edilizia e come potrebbe essere il contrario. Villa di Briano è stato sciolto due volte per mafie così come gli altri comuni che come un grappolo criminale hanno fatto germogliare frutti affaristici e collusivi in queste terre. Oltre le parentele, troppe, la politica locale ha un ruolo enorme nel restituire credibilità alla macchina pubblica. L'ultima vicenda relativa al presidente di Acli Terra, arrestato per una storia di assegni facili, racconta disattenzione e colpevole collusione. Confisca, ruolo della politica e dell'informazione, saranno i temi che si dibatteranno nel prossimo fine settimana. Parole perché i fatti arrivino come risposte immediate in queste terre lasciate per anni al martirio di eroi e all'impegno dei singoli.
Il decreto del governo salva la villa del clan
«Mio padre è un casalese»
Idee e cultura per il cambiamento, questo è il Festival nelle terre di don Peppe Diana
Quadrifoglia, quattro donne in mostra, quattro diverse esperienze
Una giornata di sole, a Caserta
E' morto padre Nicola Giandomenico, fondatore della Tavola della pace
In tannti hanno già risposto all'appello, il Governo fermi questa macelleria sociale
L'appello dei precari alle forze politiche
Rai: Giulietti, azienda risponda a denuncia D'Amati su Beha
Oggi piangiamo Toni Fontana, inviato di guerra e operatore di pace
Come il Porcellum ha cambiato la Costituzione
Gheddafi in Italia: lettera aperta ai colleghi giornalisti
Speciale Micromega su Venezia, in edicola l'Almanacco del cinema
Saviano sulla ‘ndrangheta? No, Grazie!
Giulietti: "Dell'Utri contestato da chi ama la Costituzione"
La tutela dei diritti umani va posta quale premessa ad ogni collaborazione tra l’Unione Europea e la Libia




