| Domenica, 01 Agosto 2010 - Ultimo aggiornamento: 21:00
Iran, abusi sessuali in carcere nei confronti di un giornalista
Carcere di Evin, Tehran. Un inferno che, dall’estate del 2009, è per Abdolreza Tajik una nuova casa: dentro e fuori a ripetizione, con intervalli regolari di sei mesi tra un arresto e l’altro. Alle autorità della Repubblica Islamica dell’Iran non fanno difetto l’ordine e il metodo, quando si tratta di rendere intollerabile la vita degli oppositori. Dal 12 giugno scorso Tajik è recluso a Evin per la terza volta in un anno. Lo si può capire: Tajik è, per il regime, un bersaglio fin troppo esposto e visibile. Giornalista, scrive su quotidiani e periodici riformisti come Fath, Bonyan, Bahar, e Shargh; ma, soprattutto, è membro del Centro dei difensori dei diritti umani, l’organizzazione non governativa fondata a presieduta dal premio Nobel per la pace Shirin Ebadi. Il Centro è stato chiuso dal regime pochi mesi prima delle elezioni del 2009, e la Ebadi deve tenersi ben lontana dall’Iran, se vuole evitare di essere arrestata, come già successo a suoi parenti stretti e ai suoi collaboratori più fidati. Abdolreza Tajik è solo l’ultimo della serie.
"Non pubblicare perche la morte vi attende"
Stando a quanto pubblicato poco fa dalla fondazione Samir Kassir per la difesa della libertà d’informazione nel mondo arabo, un quotidiano libanese ,“al-Akbar”, ritenuto non ostile al partito Dio, ha pubblicato questa breve “notizia”, dal sapore chiaramente intimidatorio. Ne riproduciamo il testo in arabo oltre alla traduzione letterale. Aggiungendo soltanto che non molto tempo fa il settimanale tedesco “Der Spiegel” ha pubblicato un’ ampia inchiesta sulle possibili connessioni di Hezbollah con quel crimine.
La dolce vita di Beirut
Per l’ultima borsa di Hermes da 40 mila dollari o l’ultimo modello di Porsche c’è la lista di attesa, così come per il ristorante sospeso nel vuoto a 50 metri di altezza, vista mare, dove si cena legati con delle cinture di sicurezza. Sulla Corniche, la sera si sta in coda tra Ferrari e Maserati, che si possono noleggiare per il periodo in cui ci si ferma in città. A Beirut l’estate impazza e i turisti sono tornati, non solo dai vicini paesi del Golfo, ma anche dall’Europa... (all'interno la galleria fotografica)
Di Stefano Porciello*Anche alcuni pensionati in vacanza si sono seduti con i ragazzi che ascoltavano le parole di Vincenzo Vita e Roberto Natale, ospiti ieri pomeriggio al Rebelde Camp, il campeggio della Rete degli
Studenti Medi. Quello che era programmato come un dibattito su "tagli e bavagli" si è concluso come un vero e proprio incontro sul tema dell'informazione, ricco delle spiegazioni, delle opinioni, ma anche
delle critiche che abbracciano il tema della libertà di stampa.
Boom di contatti per Libera rete, la maratona "a rete unificata" trasmessa giovedì 1° luglio su www.liberarete.tv e su oltre 250 piattaforme digitali. L'evento online – realizzato in concomitanza con la manifestazione nazionale della FNSI - ha visto collegati durante le sette ore circa 200mila utenti. La maratona è stata proposta sul web sia sulle piattaforme locali sia sui grandi network editoriali. E' stata trasmessa anche sul Digitale Terrestre grazie a Repubblica TV.
di Gian Mario Gillio*
Diana Tejera nasce a Roma. Nel 1997 fa parte del gruppo “Fiori d’acqua dolce” diretto da Mogol con il quale realizza il brano inedito di Battisti-Mogol del 1978 “Il paradiso non è qui”. La sua attività spazia da autrice, cantante, compositrice e chitarrista. Diplomata in fonia è in grado di arrangiare testi e realizzare colonne sonore. Diverse le collaborazioni come autrice, tra cui quelle con Marco Fabi, Barbara Eramo, Tiziano Ferro...
A 30 anni dalla strage del 2 agosto 1980, quella alla stazione di Bologna si comincia a ricordare quel tragico giorno. Questa sera, il primo appuntamento con la proiezione del docufilm ''Il trentasette'' - memorie di una città ferita, di Roberto Greco (55 minuti). Martedì 27 luglio ore 21,15 Magazzino del Sale in Zucca (Scalinata di Villa Rusconi), Festa de L'Unità di Mezzolara di Budrio.
Giornali e tiggì non demordono. Il fine luglio e buona parte d’agosto dev’essere dedicato agli esodi da bollini multicolori. Foto e copincolla di repertorio...
Il no della Siria al "Niqab"
La Siria ha messo fuori legge nelle scuole pubbliche il niqab, il velo che copre il viso delle donne lasciando intravedere solo gli occhi. Il provvedimento riguarderà 1200 insegnanti che dovranno lasciare i loro studenti e saranno messe a disposizione dell’Amministrazione Pubblica. Praticamente, poiché nessuna legge vieta alle donne velate integralmente di lavorare, queste insegnanti verranno assegnate ad un nuovo incarico, non più a contatto con i giovani...
Estemirova, Medvedev annuncia: " Identificato il killer"
Appena ieri pubblicavamo un pezzo firmato da Andrea Riscassi e legato al primo anniversario della morte di Natalia Estemirova." A un anno dalla morte nulla è stato fatto". Oggi l'annuncio, reale questa volta, da parte di Medvedev: " Abbiamo identificato il killer di Natalia". Riportiamo di seguito la notizia e l'articolo di Riscassi, in attesa di nuovi sviluppi e ulteriori chiarimenti in una vicenda che continua a rimanere oscura.
Omicidio Estemirova, a un anno dalla morte nulla è stato fatto
Nella notte a Groznij, capitale della Cecenia, con una plateale operazione, decine di agenti dell'Fsb, il servizio federale di sicurezza russa, erede del Kgb, hanno arrestato gli assassini di Natasha Estemirova. "Siamo molto orgogliosi di aver assicurato alla giustizia degli individui che oltre a compiere un efferato crimine, avevano anche in parte rovinato l'immagine internazionale della Federazione Russa.
Gli eritrei, i somali e gli etiopi rinchiusi nei campi libici. I conti con la storia per una responsabilità molto italiana
L’orrendo frutto dell’accordo sui respingimenti tra Italia e Libia, alla fine, ha mostrato il suo grado di maturazione spargendo il suo succo amaro sul capo di quasi tutti gli italiani perché l’arco di coloro che a quell’accordo hanno prestato il consenso è stato molto più ampio di quanto ci si sarebbe aspettato. Il messaggio in bottiglia costituito da un sms affidato alle onde hertziane del sistema cellulare, ha permesso al mondo di conoscere la fine che fanno gli abitanti dei Paesi subsahariani orientali respinti dall’Italia senza alcuna selezione... (nella foto l'autrice dell'articolo, Shukri Said, segretaria e portavoce dell'associazione Migrare www.migrare.ue)
Profughi eritrei in Libia. Gruppo Eveyone, Onu e Consiglio d’Europa inviino delegazione ispettiva
Il 30 giugno è giunta segnalazione dall'Agenzia Habeshia che circa 350 profughi prevalentemente di nazionalità eritrea, tra cui 80 bambini, sono stati trasferiti su camion dalla prigione di Mishratah (Misurata) a quella di Al Braq. Molti di loro hanno subito in passato respingimenti in acque territoriali italiane e maltesi, in violazione della Convenzione di Ginevra. Ad Al Braq, a partire dalla stessa notte dell'arrivo, hanno subito pestaggi e torture, un vero e proprio "bagno di sangue", secondo i testimoni, nell'iniziale indifferenza internazionale....
Medioriente: Vincenzo Vita, in Italia la questione palestinese ha smarrito la sua rilevanza
Lunedì 5 luglio nella sala delle conferenze del Senato, Vincenzo Vita del PD ha inaugurato i lavori dell’Associazione Nazionale ITALIA-PALESTINA, di cui è diventato Presidente. Nel corso dell’assemblea sono intervenuti, tra gli altri,Alberto La Volpe, Sabri Atiyeh, delegato Palestinese in Italia, Cinzia Dato, Pasqualina Napoletano, Sergio Bassoli ed altre personalità del mondo associativo e dell'informazione. Vita, aprendo i lavori ha sostenuto che “ in Italia, ma non solo, la questione palestinese ha smarrito la sua rilevanza. E’ opportuno riprendere lo spirito del 2003 sulle tematiche internazionali.
Isa Saharkhiz, un anno da ostaggio del regime
Esattamente un anno fa, in queste ore, in qualche luogo sperduto del nord dell’Iran, Isa Saharkhiz scriveva al computer il suo ultimo pezzo da giornalista in fuga. Da settimane gli sgherri del regime lo stavano braccando costringendolo a nascondersi, ad onta della sua natura di uomo fiero e coraggioso. Non poteva lasciare il paese perché già da tempo gli era stato vietato di espatriare.
Russia, ucciso un altro giornalista
Ucciso con parecchie coltellate nel suo appartamento di Mosca. È finita così l’avventura su questo mondo di un giovanissimo giornalista televisivo russo, Dmitrij Okkert. Aveva 26 anni e di lui si erano perse le tracce da tre giorni. Ieri l’insistenza di una coppia di amici ha permesso la scoperta del corpo senza vita. Okkert aveva lavorato per i canali tv Rossija, Ren-Tv e NTV. Dal dicembre 2008 si occupava di economia per il canale Expert Tv...
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Everyone group Toscana, la legge sull’immigrazione accolta dalla Corte Costituzionale. Una straordinaria vittoria dei Diritti Umani sull’intolleranza e sull’indifferenza |
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Information Safety & Freedom Isf: Hezbollah minaccia di morte i giornalisti libanesi . Atto eversivo. Intervenga l’Onu |
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Information Safety & Freedom Intercettazioni- Isf: appello a Cpj e Rsf contro governo. “ In Italia una legge censura i media e tutela i corrotti. Pesanti pressioni sulla Rai ” |
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Information Safety & Freedom ISF: Tel Aviv liberi subito i giornalisti imprigionati; violate tutte le norme internazionali |










