| Martedì, 16 Marzo 2010 - Ultimo aggiornamento: 00:11
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di Redazione
"A che cosa servono le intercettazioni? Per abbattere un'intera classe politica e mettere sotto controllo l'intera popolazione oppure per arrestare boss e latitanti mafiosi?" COn questo interrogativo il magistrato Antonio Ingroia interviene nella giornata conclusiva dell'Assemblea nazionale di Articolo21 all'interno di una tavola rotonda sul tema giustizia e informazione alla quale partecipato lo storico Nicola Tranfaglia, il presidente Fnsi Roberto Natale e Cinzia Dato, Ricercatore universitario di Sociologia dei fenomeni politici.
"Nel mio libro - afferma Ingroia - ho cercato di ristabilire la verità sulle cose e sull'utilizzo delle intercettazioni il cui utilizzo è stato fondamentale nelle indagini antimafia, nei procedimenti sulla criminalità, sulla corruzione amministrativa come sui reati societari..." Ingroia interviene poi sulla polemica relativa al numero degli italiani intercettati. "E' opportuno fare nuovamente un pò di chiarezza sui dati forniti un anno fa dal quotidiano "Il Giornale" e dal ministro Alfano secondo cui gli italiani intercettati sono tra i 3 e i 4 milioni. In realtà - afferma il magistrato - gli italiani intercettati (per ogni intercettazione è necessario uno specifico decreto, che ha una breve durata e deve essere prorogato con un ulteriore decreto) sono tra i 10 e i 20 mila".
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