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Come Israele, intervista a Furio Colombo - Prima parte
Dimissioni. La parola esiste ancora nel vocabolario italiano anche se nella pratica politica è in disuso, ricordate qualche caso pubblico recente nel nostro paese? All'estero non funziona così. In Italia, invece, si è diffusa questa allergia. Ehud Olmert, il premier israeliano, si è dimesso, consegnando il suo incarico nelle mani del presidente Shimon Peres. L'annuncio è arrivato nel corso del consueto consiglio dei ministri domenicale. La decisione di dimettersi è la risposta alle inchieste sul suo conto per presunti finanziamenti illeciti e alle pressanti richieste del suo stesso partito di farsi da parte. L'ex leader del partito Kadima si dichiara innocente, ma ha preferito lasciare l'incarico per fugare ogni dubbio sul suo conto. Per Israele si prefigura una premier alla guida del paese, infatti, la ministra degli esteri Tzipi Livni, si è appena aggiudicata la guida del partito vincendo le elezioni primarie e si accinge a sostituirlo. Questo succede in Israele, ma ci sono casi che arrivano dall'Europa che provocano imbarazzo, ministri dimissionari per non aver pagato il canone della tv . Un duello tra la moralità del vecchio continente e il nostro paese, dove le dimissioni sono un lusso anche per i condannati, i rinviati a giudizio per non parlare degli indagati. Ne parliamo con Furio Colombo, senatore e giornalista, già direttore dell'Unita. Ascolta la prima parte dell'intervista di Nello Trocchia per Econews



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