| Giovedì, 23 Febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento: 23:49
Nadia Redoglia
L’imprenditore di Adro che nel 2010 pagò sua sponte le rette delle mense scolastiche alle famiglie inadempienti, contro le quali il sindaco avrebbe agito revocando il servizio, è stato insignito del cavalierato della Repubblica. Il funzionario leghista, già inviperito dal clamore pubblico che a suo tempo si scatenò contro la sua azione, ritenendo ora l’onorificenza un affronto gravissimo, ha scritto a Napolitano*. Curioso è che l’adrense primo cittadino afferma che se le onorificenze si distribuiscono a “cani e porci” si sviliscono gli onori conferiti a chi “cani e porci” non sono.
Non lo dica a noi signor sindaco! Pensi che, quanto a onorificenze, è da anni che stiamo ancora qui a chiederci com’è che possano circolare onorevoli (mica solo onorati!) e, fino a poco fa, addirittura anche ministri che minacciano la calata sulla nazione dei fucilieri, dichiarano di nettarsi le pudenda col tricolore, invitano istituzionalmente buona parte degli italiani ad andarsela a prendere nelle pudenda di cui sopra, impediscono l’incarcerazione di indagati per mafia e, proprio l’altro giorno, il loro capo s’è reso disponibile a non far saltare la regione Lombardia «che è piena di inquisiti ed è difficile sostenerla» (?!) a patto che il suo ex socio faccia saltare il governo Monti…
Signor sindaco, secondo il suo criterio di “distribuzione”, in quale specie pensa di collocare quei “signori” lì?
* http://www.slideshare.net/ilfattoquotidiano/lettera-sindaco-diadroanapolitano
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