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Il rispetto della donna e la tv est…rema

 

“Sono tutte mamme ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo”. Scritto nero su bianco, questo è  il primo punto  di una specie di vademecum , dal titolo : “I motivi per scegliere una fidanzata dell’est”. Il quarto punto (risparmio a chi legge gli altri due) è :”Sono disposte a far comandare il loro uomo”. Segue poi “Sono casalinghe perfette, e fin da piccole imparano i lavori di casa”, e poi “Non frignano non si appiccicano e non tengono il broncio”. Tutto questo mandato in onda in un cartello esplicativo nel pomeriggio del sabato sulla rete1 della RAI nella trasmissione “Parliamone…sabato”.

Il tema, come avrete compreso, è com’è mai gli uomini italiani scelgono sempre di più come compagne donne dell’est Europa. Il primo servizio ha in sovrimpressione la scritta “La minaccia arriva dall’est”, mentre sotto scorrono immagini  di splendide ragazze bionde, più o meno scollacciate. Tutto questo è sconcertante, umiliante, assurdo e inconcepibile, soprattutto nella tv di Stato.

Perché ce la prendiamo tanto? Per prima cosa riproporre uno stereotipo che speravamo seppellito, quello della donna che vede altre donne come minaccia, è demenziale e gravissimo. Dovremmo dunque temere questo esercito di belle ragazze che “calano” in Italia con lo scopo di rubarci il marito o il fidanzato attratto, secondo gli autori del programma, dalle “virtù” delle donne dell’est? Ma sì, mettiamoci una contro l’altra per il divertimento del Sultano… In secondo luogo non solo trovo gravissimo parlare in questi termini di donne, relazioni uomo-donna e mandare in onda “i motivi per scegliere una fidanzata dell’est”, ma trovo ancora più grave farlo in un orario in cui sono davanti alla tv anche ragazzini. E’ questo l’intento educativo del Servizio Pubblico?

Con tutte le battaglie fatte in questi anni , con tutte le campagne contro lo sfruttamento della figura femminile che vede la donna come un oggetto da possedere, e che porta , in estrema ratio, agli episodi di sfregi e femminicidi, proponiamo anche ai più giovani una trasmissione così concepita? Dire che basta questo ad annullare tutto è eccessivo, ma certo non giova davvero. Cambiare la cultura corrente nei confronti delle donne verso una parità che sia reale sia a livello sociale che lavorativo che di relazione  è stato ed è un obiettivo faticosissimo da raggiungere. Ma ci stiamo provando. La cultura è difficile da cambiare. Lo si fa con piccoli passi, giorno per giorno. Riproporre certi stereotipi anche ai più giovani non può che essere un passo, anzi, dieci passi indietro rispetto a ciò che abbiamo raggiunto, e che non è certo abbastanza.

Già il web fuori controllo è strapieno di stereotipi, modelli fasulli e degrado culturale che bombardano continuamente giovani e meno giovani. La Rai, il Servizio Pubblico per i quale paghiamo il canone non può certo permettersi di mandare in onda trasmissioni così. Un insulto alle “donne dell’est” (tutte alte bionde, sexy “marmoree”, a caccia di marito e desiderose di spentolare e compiacere il maschio italiano?), un insulto alle donne italiane ( sformate dopo il parto, lagnose e appiccicose) un insulto a chi paga il canone…

E che dire del simpatico episodio portato ad esempio da uno degli ospiti, Fabio Testi e, a quanto pare,  capitato ad un suo amico? Per far capire le motivazioni che spingerebbero il maschio italico verso le grazie dell’est, l’attore narra che un suo amico, fidanzato con una splendida ragazza moscovita, ha ricevuto dalla compagna come regalo di compleanno, una notte in un ”bordello dove si sono divertiti insieme” e Testi ha chiosato: ”come si fa a non innamorarsi di donne così?”. Non commento il contenuto, di per sé non commentabile, ma mi chiedo, a prescindere, nel bel mezzo del pomeriggio del sabato, non saremmo in fascia protetta?

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