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Querele per diffamazione. Una piccola storia di provincia

 
La notizia era vera, continente, di interesse pubblico e riferita ad un fatto grave che integra un reato…. ciò nonostante l’autore dell’articolo doveva essere “punito” con una querela. Succede a  Latina, la città ordinata dai connotati sempre attuali della destra pura, succede per un articolo che descrive come il sindaco della città nel 2014 avesse acquistato un appartamento da un costruttore che era anche consigliere comunale e che quel costruttore-consigliere  nello stesso periodo della compravendita aveva ottenuto l’autorizzazione a costruire un complesso edilizio per oltre novemila metri cubi, poi risultato essere una lottizzazione abusiva.  L’articolo che racconta questa storia viene pubblicato dal Quotidiano di Latina a novembre del 2014 e ricostruisce nei dettagli come il sindaco dell’epoca, Giovanni Di Giorgi (Fratelli d’italia, già An) avesse comprato  una casa in centro da una società partecipata al 50% da Vincenzo Malvaso, costruttore nonché consigliere comunale di Forza Italia e membro della maggioranza che sosteneva Di Giorgi. Malvaso da poco aveva ottenuto il permesso a costruire un mega insediamento alle porte della città grazie all’approvazione in Giunta del Piano Particolareggiato “Borgo Piave”, presto ribattezzato Variante Malvaso. Quel piano ha stravolto l’assetto urbanistico della zona interessata e trasformato le aree verdi, per servizi e scuole in particelle edificabili per  negozi e civili abitazioni.

L’intera volumetria  resa disponibile con Il piano particolareggiato era poi stata inserita nell’autorizzazione a costruire in favore della società <Piave Costruzioni> del consigliere Vincenzo Malvaso. A novembre 2014 il racconto preciso di questa storia  e dell’ipotizzabile “scambio” tra la casa del sindaco e la bella concessione al consigliere-costruttore viene firmato in un lungo articolo dal direttore del quotidiano, Alessandro Panigutti, il quale sente anche la parte interessata ossia il sindaco e ne riporta le dichiarazioni. Queste: “Ho acquistato la casa con un mutuo”.  E’ una vicenda quella dell’acquisito della casa che, insieme alla variante Malvaso, diventerà parte fondamentale dell’inchiesta denominata Olimpia a seguito della quale il Tribunale di Latina chiederà a novembre 2016 l’arresto di 16 persone, tra cui Di Giorgi e Malvaso, per gli abusi e la contestata corruzione relativa alla gestione dell’urbanistica in città. Dunque l’articolo di Panigutti fu non solo un resoconto di cronaca fedele, ma probabilmente rappresentò pure la  notizia criminis su cui hanno lavorato gli investigatori. Ma tutto questo non importava a chi comunque aveva suggerito di presentare querela per diffamazione. L’uomo che suggerisce l’azione contro il giornalista si chiama Gianfranco Melaragni (pure lui indagato nell’inchiesta Olimpia); non è un mafioso e neppure un corrotto o corruttore ma… un poliziotto (ora in pensione) nonché, all’epoca dei fatti, capo di gabinetto del sindaco di Latina.
Ecco cosa si dicono Gianfranco Melaragni e Giovanni di Giorgi la mattina in cui esce l’articolo di Panigutti sulla casa:
Di Giorgi: “hai visto che bel regalo mi hanno fatto… Panigutti… sempre lui chi può essere?”
Melaragni: “si ma… comunque… voglio dire… scusami… io poi voglio dire una cosa… perché qua si sta facendo la caccia alle streghe…ma tu hai pagato…. Qual è il problema? Io non capisco… “
Di Giorgi: “…spubblicarmi no?… perché tre pagine di elucubrazioni…sottolineando che io e Malvaso facciamo gli affari e poi la replica mia… tre righe… io ho pagato… sto a pagà il mutuo…”
Melaragni:” ma scusa… io lo querelerei… scusami…io na’ querela gliela farei….”
Di Giorgi: “… ma infatti…secondo me ci devono sta’ gli estremi.. voglio vedere bene…no…no… ma sicuramente va fatta una querela…”
Melaragni.”…sì, ma assolutamente…ma questi vanno … ma questi vanno bastonati… guarda allucinante ‘sta situazione a Latina…”
Gianfranco Melaragni che sembra avere nostalgia per le bastonate della polizia di tantissimo tempo fa, è stato ex capo scorta di Silvio Berlusconi, viene considerato un ex uomo dei Servizi, è arrivato a Latina nel 2013 direttamente come capo di Gabinetto del sindaco; nell’inchiesta sugli scandali al Comune di Latina è accusato di essere stato a conoscenza che le tribune in costruzione allo stadio erano pericolose e di non averlo detto; è accusato altresì di essere stato l’autore  materiale di un’interrogazione parlamentare depositata dal deputato Pasquale Maietta contro il questore Giuseppe De Matteis perché questi stava indagando sullo stadio. Dopo l’incarico di Latina era stato nominato dalla Procura federale della Federazione Italiana Gioco Calcio quale membro dell’Osservatorio del Ministero dell’Interno sugli eventi sportivi, ruolo che ha dovuto lasciare due settimane fa in quanto indagato nel caso Olimpia. Quello di cui parlava l’articolo di Alessandro Panigutti.
Questa piccola storia di provincia è la prova di cosa sono oggi le querele per diffamazione a mezzo stampa nel nostro Paese.

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