Il “Fertility day”, semplicemente vergognoso

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Per capire di cosa si trattasse ci ho messo un po’ di tempo. Per scoprire che questa campagna non turba i sonni di molti intellettuali, politici e giornalisti (maschi e femmine) ci ho messo meno tempo. Per constatare che era troppo anche per il presidente del consiglio sono bastate 12 ore. Il cosiddetto “fertility day”, voluto e gestito dalla ministra della salute Beatrice Lorenzin, ex Forza Italia ora alfaniana, è una autentica vergogna, uno scandaloso ritorno al fascismo dei “figli alla patria”, un insulto all’intelligenza di un intero paese.

I figli si sceglie di farli, o si vorrebbe farli ma la natura non te lo consente, oppure si vorrebbe e si potrebbe farli se le condizioni sociali ed economiche che ti circondano lo consentissero e se la sanità pubblica aiutasse a capire, a gestire, a curare. Tutto quello che da noi non accade, tutto quello che la ministra sembra dare per scontato, come se oggi in Italia si vivesse nel migliore dei mondi possibili.

Questa campagna è oscena e anche sessista, in modo piuttosto evidente. E’ la reazione (o il prezzo?) da pagare alla destra per aver sopportato l’onta di una legge sulle unioni civili che, con molte lacune, mette l’Italia al passo con il resto del mondo “civile”. Sottolineo civile, perché il fertility day non lo è.

Siamo arrivati al punto che la libertà di non fare figli è messa in discussione e la tragedia di non poterne avere viene insultata, la fertilità come un dovere, l’infertilità come una colpa. E tutti zitti (lodevolissima, ancora una volta, l’eccezione di Roberto Saviano). Il tutto spacciato come informazione medica, con i medici compiacenti, anche perchè non è difficile prevedere un aumento di visite private e consulti da parte di chi davvero crede che esistano rimedi che non conosce e magari sacrifica i pochi risparmi che ha per il parere di un “luminare”. Non aumentano, invece, anzi diminuiscono, i posti di lavoro per i giovani, non aumentano gli asili nido, non migliorano i trasporti pubblici, non si trovano case a prezzi accettabili: tutto ciò che serve a chi vuole procreare è dannatamente precario e difficile. E lo slogan “genitori giovani è tempo di essere creativi” è qualcosa di semplicemente abominevole.


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