“Ciao, da dove scappi?”

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Dal Gambia, dalla Guinea e dal Senegal: un lungo viaggio di terra e di mare.

Di Alberto Incarbone, Mara Trovato

Incontriamo un gruppetto di ragazzi dell’ Africa occidentale.

Ci sediamo con loro sul prato attorno alla fontana della stazione di Catania.

Vieni, siediti qui che ti sporchi” e mi offrono un angolo di cartone essendo l’unica donna del gruppo.

Si sta bene qui, c’è fresco, per questo ci veniamo

Solo uno di loro fa conversazione. Che gli altri due ci capiscono lo intuiamo dal loro annuire o dallo sguardo che, forse al ridestare di certi brutti ricordi, tristemente si abbassa. Sono arrivati soli, i genitori sono morti in Africa. Sono stati registrarti all’arrivo e dal centro di accoglienza trasferiti in una Casa Famiglia. Ci dicono che loro sono fortunati, ma che di tanti minori non si sa niente (nome, provenienza, che fine fanno), dormono in strada, con tutti i pericoli a cui si può andare incontro “e questo non è giusto“. I vestiti estivi mostrano del corpo alcune ferite e uno di loro porta una brutta cicatrice sul volto.

“Cos’è successo?”

“Oh…brutta storia”

Storia che non abbiamo da raccontare… Da isiciliani


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