Sei qui:  / Articoli / Esteri / Informazione / Sri Lanka, dopo 10 anni di terrore l’anno della svolta per la libertà di stampa?

Sri Lanka, dopo 10 anni di terrore l’anno della svolta per la libertà di stampa?

 
SRI_LANKA_(F)_0611_-_Rally_press_freedom

Il 2 gennaio 2006 cinque studenti tamil vennero uccisi dall’esercito dello Sri Lanka. Un giornalista tamil, Subramaniyaman Sugitharajah, scattò le foto dei loro corpi e le pubblicò sul suo quotidiano, Sudar Oli. Vi aggiunse un commento. Altro che l’esplosione accidentale di una granata che gli studenti stavano maneggiando, come affermava la versione ufficiale; era stata una vera e propria esecuzione.

Tre settimane dopo, il 24 gennaio, Subramaniyaman Sugitharajah fu ucciso. Il killer non è stato mai individuato. Dal 2004, nello Sri Lanka sono stati assassinati almeno 44 giornalisti. Per una strana coincidenza, molti di loro sono stati uccisi nel mese di gennaio. Oltre a quello di Subramaniyaman Sugitharajah, l’elenco comprende anche questi nomi: Lal Hemantha Mawalage, accoltellato a morte nel gennaio 2008; Lasantha Wickramatunga, direttore del Sunday Leader, ucciso nel gennaio 2009; Prageet Eknaligoda, vignettista e giornalista di Lanka-e-news, scomparso nel gennaio 2010.

Un’altro gennaio, quello del 2015, segna l’elezione del presidente Maithripala Sirisena. Negli ultimi 12 mesi Sirisena si è impegnato a combattere la cultura dell’impunità e gli attacchi contro gli operatori dell’informazione. I siti oscurati dall’ex presidente Rajapaksa sono tornati online, i giornalisti costretti all’esilio sono stati invitati a rientrare, i faldoni d’inchiesta sull’uccisione dei giornalisti assassinati o scomparsi sono stati riaperti.

Il 2016 sarà un anno positivo per la libertà di stampa nello Sri Lanka?

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE