The Hateful Eight, “Le Iene formato western…”

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Un overture di 3 minuti e undici secondi traboccante bellezza composta dal maestro Ennio Morricone, candidato all’oscar per la colonna sonora, apre “The Hateful Eight” l’ultimo lavoro del regista Quentin Tarantino, presentato in anteprima a Roma nello storico studio 5 di Fellini a Cinecittà nella versione 70 mm da 188 minuti, alla presenza del regista del compositore e di Michael Madsen e Kurt Russell.
L’Ultima diligenza di Red Rock noleggiata per una corsa privata dal cacciatore di taglie John ‘The Hangman’ Ruth -Kurt Russell- per portare l’assassina Daisy Domergue -Jennifer Jason Leigh- al patibolo, attraversa una tempesta di neve, di violini e di uomini.

Il Maggiore Marquis Warren -Samuel L. Jackson- seduto su una pila di corpi, e il nuovo sceriffo di Red Rock, Chris Mannix -Walton Goggins- entrambi senza cavallo nel gelo di un Nord America uscito dalla guerra civile e attraversato ancora dalla bandiera confederata e dal vento marcio dell’intolleranza:”Quando i negri sono impauriti, è allora che i bianchi sono al sicuro”, diventano nuovi e inaspettati passeggeri in balia di una burrasca che porterà il gruppo a rifugiarsi nel bungalow di Minnie Haberdashery in cerca di ristoro. Luogo dell’incontro con le altre icone dipinte da un maestoso Tarantino, belve deliranti e corrotte tra parole frenetiche, grilletti e veleno, brandelli di carne, sangue e politica a sporcare il candore della neve, protagonista assoluta del frenetico giorno.

“Le Iene formato western, con un chiaro influsso de La cosa di Carpenter” così il regista descrive il suo ottavo film “The Hateful Eight”, pellicola da respirare con attenzione e avidità, scena di una pièce teatrale in cui lo spettatore riesce a vedere tutti i protagonisti sul palcoscenico, in primo piano e sullo sfondo, mentre la straordinaria violenza scorre dalle immagini alle note e penetra superba e affamata di vita a nutrire i nostri incubi con la solita sublime ironia.

La distribuzione della Leone Film Group, fondata da Sergio Leone sottolinea ancora una volta la passione di Tarantino per il grande regista italiano e la battaglia tra il digitale e la pellicola il suo grande amore per un cinema che non esiste più.
Una lettera mai scritta da Abraham Lincoln in una giornata demolita dal male recita parole utili per salvarsi la vita, elemento di rara bellezza tra un nuvolo di giacche sporcate di morte.


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