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La vergogna del reato di clandestinità resta

 
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La vergogna del reato di clandestinità resta, nonostante le chiacchiere del primo ministro. E’ una delle forme di persecuzione più gravi in senso assoluto, che colpisce le persone più vulnerabili trasformandole in “criminali”. E’ evidente che nessuno sceglie di essere un “clandestino”, ma si tratta della condizione in cui si trova chi fugge da conflitti, fame e repressioni, senza altra possibilità di sopravvivenza che quella di abbandonare il proprio paese senza documenti né sostegno istituzionale. In Italia i diritti umani stanno per estinguersi e purtroppo questa nazione intollerante rischia di esportare nell’Unione europea i germi della propria iniquità. Si ricorda che la persecuzione dei migranti fu una delle azioni condotte dal nazionalsocialismo.

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