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Rai: Morgante, “la ricerca della legalità deve diventare un impegno quotidiano”

 
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Si chiama “Ricerca della legalità” ed è la campagna che la Testata giornalistica regionale della Rai dedica a chi ogni giorno vive la legalità come “bene comune, fondamento della democrazia”. Per sette giorni, la Tgr condividerà con gli spettatori esperienze e storie che da nord a sud disegnano l’Italia migliore, quella fatta di impegno sul territorio e attenzione per l’educazione civica. La Tgr, come servizio pubblico, si adopera affinché venga illuminata proprio quella fetta di Italia, troppo spesso messa all’angolo, raccontando i frutti di un lavoro silenzioso ma costante compiuto da giovani, educatori, giornalisti, parrocchie, associazioni in ogni angolo dello Stivale. A parlare della campagna con Articolo21 è Vincenzo Morgante, direttore della Tgr.

Da cosa nasce l’esigenza di una settimana all’insegna della legalità?
Ci sentivamo come servizio pubblico, ed essendo presenti sul territorio, di raccontare, regione per regione, il cammino che studenti, famiglie, scuole, associazioni, parrocchie compiono quotidianamente per affermare la legalità come scelta, come esperienza vissuta, come bene comune, come fondamento della democrazia. Ci sembra un’azione proprio da servizio pubblico e siccome noi siamo il servizio pubblico sul territorio – la Tgr garantisce quella che noi definiamo informazione di prossimità – ci sembrava giusto, raccogliendo anche gli appelli che frequentemente il Presidente della Repubblica, Papa Francesco fanno sul tema, dare anche il nostro contributo mettendo in campo la nostra presenza sul territorio.

Quanto è importante che la televisione pubblica si faccia promotrice della cultura della legalità? La Rai in fondo è stata la maestra degli italiani per generazioni, si conferma tale con questa campagna.
È un’occasione per confermare il ruolo della Rai, la sua missione di servizio pubblico. Questa tutto sommato è una campagna giornalistica, ma possiamo dirla anche – così l’ha definita il direttore generale Campo Dall’Orto – una campagna di educazione civica. Noi che siamo servizio pubblico abbiamo nel Dna questo tipo di impegno e dobbiamo raccontare, quindi, quello che non funziona, denunciare la corruzione, denunciare le storture, il malaffare, ma anche valorizzare quanto, anche su questo fronte, di positivo in giro c’è, far venire fuori, quindi, quei magistrati, educatori, docenti, giornalisti, parroci, uomini delle associazioni e delle fondazioni attraverso, soprattutto, il racconto delle storie ordinarie, le storie di ogni giorno, far venire alla luce quanti normalmente sfuggono alla cronaca quotidiana e far venire fuori quanto impegno su questo fronte, di cui non si parla adeguatamente, c’è in giro.

Come sarà strutturata la settimana?
È un racconto che attraverserà tutta la produzione della Tgr: telegiornali, giornale radio, rubriche, il sito web della Tgr. Per una settimana, da lunedì prossimo a sabato, tutte le nostre ventiquattro redazioni saranno impegnate con servizi, inchieste, collegamenti in diretta, ospiti in studio per raccontare questo aspetto. Cercheremo anche di sollecitare la partecipazione degli ascoltatori. A tal proposito, i nostri telegiornali, giornali radio, stanno invitando tutti ad inviare segnalazioni, denunce, foto e filmati, e c’è anche una novità per la nostra testata: un hashtag, #laricercadellalegalità, quindi tutte le redazioni che hanno già un profilo twitter e facebook solleciteranno soprattutto le segnalazioni dei giovani. Il tutto si concluderà sabato con una edizione speciale, monotematica del magazine della Tgr “Il settimanale”: ogni redazione racconterà l’aspetto più caratterizzante di questa ricerca collettiva, metteremo insieme le storie più significative e molti trasmetteranno in diretta da un luogo di forte valore simbolico, coinvolgendo in particolare insegnanti e studenti. Un racconto da nord a sud, con il taglio giornalistico, che per noi deve diventare storia collettiva, patrimonio comune.

Il titolo della campagna promossa da Tgr è “La ricerca della legalità”. Quali i frutti di questa ricerca? Sul territorio si sente la presenza di chi vive la legalità quotidianamente?
Questa gente c’è e i nostri colleghi si sforzano di raccontarla quotidianamente. Questa è un’occasione speciale per dare visibilità particolare, però l’impegno nostro è quello di raccontarla sempre. Non possiamo limitarci a raccontare questa realtà una settimana l’anno. Deve diventare un impegno quotidiano: questo è un nostro tema che dobbiamo raccontare giorno dopo giorno nei nostri Tg, nelle nostre rubriche. Non ci si può limitare ad una settimana l’anno.

Quali sono gli esempi di esperienze positive sul territorio?
Un istituto comprensivo di Prato ha messo in piedi un progetto su come relazionarsi con gli altri rispettando le regole; da Todi “Il settimanale” andrà in onda da un istituto tecnico agrario dove gli allievi producono olio coltivando uliveti sequestrati alla criminalità organizzata; a Ravenna alcune associazioni antimafia hanno deciso di raccontare i pericoli delle mafie realizzando storie a fumetti, diffusi nelle scuole; a Villagrazia di Carini (vicino Cinisi, dove venne ucciso Peppino Impastato) parleremo del lavoro che i ragazzini fanno all’interno della Biblioteca della Legalità, aperta presso la Scuola Gattuso; a Isola del Piano, in provincia di Pesaro e Urbino, è nata la Fattoria della Legalità gestita da una cooperativa di giovani che svolge anche attività didattiche e di educazione alla legalità; ad Aosta c’è un progetto teatrale dei ragazzi di un liceo scientifico che mette insieme storia e legalità, da Galileo a Giancarlo Siani: il denominatore comune è la ricerca della legalità con le immagini di un video girato dagli stessi ragazzi; a Trani c’è un progetto del Ministero dell’Istruzione per il coinvolgimento degli studenti delle scuole superiori nel monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici. È veramente un modo bello perché il servizio pubblico faccia servizio pubblico.

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