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Chi attacca “Libera Informazione”

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Da quando abbiamo attivato nuovamente il portale della Fondazione Libera Informazione abbiamo dovuto registrare ripetute violazioni da parte di ignoti hacker, cinque in meno di un mese, tre delle quali soltanto nell’ultima settimana. È sembrato strano che ad essere oggetto di così premurose attenzioni sia stato proprio il nostro sito, dal 18 dicembre tornato on line, in occasione del varo del progetto e del portale “Illuminare le periferie”, voluto da associazioni e movimenti da anni impegnati nel portare alla luce fatti e storie che sono ignorate dall’informazione mainstream.

Potranno anche essere giovani hacker alla ricerca delle falle nei sistemi altrui che si beano delle loro azioni con rivendicazioni sui social network oppure soggetti con identità informatiche fasulle che si nascondono dietro indirizzi IP anonimi. Tutto oggi è possibile nell’era dell’informatica e della globalizzazione.

Quel che è certo che l’aggiornamento dei protocolli di sicurezza che abbiamo messo in atto fin da subito è stato sempre vanificato da chi ha dimostrato di avere capacità informatiche fuori dalla norma. È chiaro che non vogliamo gridare “al lupo, al lupo”, senza prima aver raccolto tutti gli elementi necessari a tutelare in altre sedi il rispetto della libertà del nostro sito.

In attesa di denunciare il tutto alle autorità competenti, non possiamo però nemmeno fare finta di nulla e nasconderci il fatto che siamo ancora oggetto di strane attenzioni. Ci premeva quindi dare conto ai lettori di quanto sta avvenendo in tempo reale, per quanto ci è concesso e anche sentivamo di dovere ringraziare tutta la rete di solidarietà che si è stretta attorno a Libera Informazione in questi strani giorni, una rete fatta di blogger e giornalisti, testate e associazioni, ma anche semplici cittadini che credono nella “Libera Informazione”.

16 gennaio 2016