L’Anac, gli autori cinematografici: un primo passo per l’approvazione di rigorose norme antitrust

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In vista di una complessiva trasformazione del quadro normativo che riformi l’intero settore del cinema e dell’audiovisivo e sia in grado di dare a tutti gli operatori la stessa opportunità di lavorare senza impedimenti e restrizioni, determinati da forme distorsive di concentrazione, l’ Associazione Nazionale degli Autori Cinematografici esprime il suo apprezzamento alla proposta di emendamento al “DDL n. 1316 sulla Concorrenza” riguardante la liberalizzazione nel campo della distribuzione cinematografica, presentato in commissione attività produttive dagli onorevoli Portas e Benamati e che tiene conto anche di alcune considerazioni ribadite ultimamente dalla D. G. Cinema del MIBACT.
Ad aprile in un incontro tenutosi alla Casa del Cinema l’ANAC aveva manifestato al Ministro Franceschini lo stupore per il fatto che l’attuale governo, come tutti quelli che lo hanno preceduto, parlasse della liberalizzazione dei più svariati settori commerciali e mai di quella relativa alla circolazione delle opere cinematografiche , in particolare le opere prodotte e distribuite da imprenditori indipendenti.
Da tempo è risaputo che in alcune realtà territoriali un unico soggetto detiene una considerevole quota di mercato, rappresentando talvolta sia il ruolo di esercente che quello di agente per la distribuzione. Tali posizioni dominanti sfociano spesso in comportamenti distorsivi di abuso che impediscono un libero accesso al mercato delle opere cinematografiche impedendone una circolazione corretta.
Tramite l’emendamento proposto si prospetta un cambio di direzione. Così recita il testo:”L’Autorità, su segnalazione di chi vi abbia interesse o, periodicamente, d’ufficio, adotta i provvedimenti necessari per eliminare o impedire il formarsi di fenomeni distorsivi della concorrenza, nelle modalità previste dalla legge 10 ottobre 1990, n. 287, e successive modificazioni, qualora sul mercato di riferimento un unico soggetto, anche in una sola delle dodici città capozona di cui al comma 1, detenga, direttamente o indirettamente, una quota di mercato superiore al 25% del fatturato della distribuzione cinematografica, anche attraverso agenzie territoriali plurimandatarie…”
L’ANAC, che da sempre si è battuta per contrastare ogni tipo di limitazione alla circolazione delle opere, considera questo un primo passo per l’approvazione di rigorose norme antitrust come esistono in altri paesi d’Europa ed è pronta a sostenere l’ emendamento lungo tutto il suo percorso parlamentare affinché divenga subito legge dello Stato.

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