Ultimatum di 24 ore per Kenji Goto, il giornalista giapponese rapito dai jihadisti

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Ventiquattro ore di angoscia. L’orrore è aumentato dalla beffa che è lo stesso ostaggio a lanciare il messaggio, crudeltà estrema dei boia. E’ lo stesso Kenji Goto, il giornalista giapponese nelle mani dei jihadisti dello Stato islamico, a lanciare infatti il nuovo ultimatum di 24 ore sia al suo Paese che alla Giordania. I terroristi chiedono la liberazione dell’irachena Sajida al-Rishawi, aspirante kamikaze detenuta in Giordania e moglie di uno dei tre terroristi che riuscirono a farsi saltare in aria ad Amman, nel 2005, causando 57 morti. “Mi è stato detto che questo è il mio ultimo messaggio, la mia libertà è nelle mani della Giordania” è la frase finale che Goto è costretto a pronunciare. Non solo, stavolta la foto dell’altro ostaggio giapponese decapitato giorni fa, è stata sostituita nelle mani di Goto da un’immagine di Mu’adh Kasasibah, il pilota giordano catturato. E nel perverso simbolismo dei rapitori significa che anche lui rischia adesso di essere ucciso.

E’ nuovamente intervenuta Junko Ishido, la madre di Kenji.  Con la voce commossa, ha detto ai microfoni della tv Nhk: “Mio figlio non ha alcuna animosità verso lo Stato islamico. Cosa ha fatto di sbagliato? Non c’è più molto tempo a disposizione”. Risale a tre giorni fa, lo ricordo, l’uccisione di Haruna Yukawa, il contractor fatto prigioniero in Siria.  Con il solito macabro rituale che fa pensare agli stessi “giustizieri”. Non è chiaro invece il sequestro di Goto, 47 anni reporter per la rivista indipendente giapponese “Press”. Era partito l’estate scorsa per Baghdad poi si sono perse le tracce. In un primo momento i rapitori avevano chiesto 200 milioni di dollari per la liberazione dei due ostaggi, poi si è passati allo scambio di prigionieri.

Qualcosa nelle ultime ore in effetti si muove, sul piano politico. Il governo di Tokyo ha chiesto “la collaborazione alla Giordania in un momento estremamente grave per il rilascio di Kenji Goto”. Funzionari dei due Paesi hanno stretto i colloqui su come ottenere la liberazione di Goto e del pilota al-Kaseasbeh. Secondo il quotidiano panarabo “Al quds al arabi”, Amman starebbe per cedere all’ultimatum. E a consegnare la mancata kamikaze nelle prossime ore ad uno sceicco delle tribù Al Duleim” della provincia sunnita irachena Al Anbar. Non resta che sperare.


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